OpenAI ha rilasciato GPT-6 Astra, disponibile dal 4 settembre a meno di due mesi dal predecessore GPT Sol 5.6. Non si tratta solo di un modello più intelligente, ma di un assistente capace di operare in autonomia direttamente sul computer dell’utente, portando a termine incarichi complessi dall’inizio alla fine.
La caratteristica distintiva è la cosiddetta computer use: Astra apre applicazioni, compila moduli e lavora su più programmi in contemporanea dopo un singolo input, con un risparmio di tempo fino al 47% sui task complessi rispetto al modello precedente. OpenAI stessa cita casi d’uso come la preparazione di dichiarazioni fiscali o la formattazione di memorandum legali come attività gestibili end-to-end. All’aumento di potenza corrisponde però un aumento dei rischi di cybersecurity: per questo la versione pubblica è stata depotenziata, mentre quella a piena capacità è riservata alle aziende selezionate nel programma “Daybreak”.
Per studi professionali e PMI, la novità principale è la possibilità di delegare interi workflow — non più solo bozze di testo, ma ricerca dati, aggiornamento gestionali e preparazione di presentazioni in un unico passaggio. Il costo per token è raddoppiato rispetto al modello precedente, quindi va riservato a task ad alto valore: oggi è incluso negli abbonamenti Plus, Pro, Business ed Enterprise. Chi gestisce processi documentali complessi può iniziare a testarlo su un singolo flusso di lavoro prima di estenderlo all’intera organizzazione.
