Eccoci alla seconda puntata per capire come approcciare i testi sul web. Chiarito che web e carta sono due mondi distinti con regole proprie per chi scrive, volgiamo ora lo sguardo a chi legge.
Se sulla carta la lettura è per lo più diretta all’apprendimento, sul web è diretta all’esplorazione.Leggere su carta
Quando leggiamo su carta – con tutti i distinguo che ciascuna situazione pone – il tempo dedicato allo scritto è maggiore e la capacità di concentrazione pure. Lo sa bene chi trova sul web scritti interessanti e li stampa per leggerseli “con calma”, per ragionarci sopra, per rileggerli più volte. Ciò vale per tutti, in particolare per chi con la carta è nato ed è quindi abituato a studiare, dalle scuole in poi, su libri fatti di pagine, di copertine, di orecchie come segnalibro. La carta permette di intervenire sul testo, di sottolineare, di fare note interlineari e marginali, di evidenziare le parti su cui ritornare. La carta organizza da sé il testo suddividendolo tra le varie pagine e permette, sfogliandolo, di avere un’idea di insieme. La sensazione per chi ha davanti a sé un libro o una rivista è di “avere in mano” la situazione, di avere sotto controllo l’entità del lavoro da leggere o studiare. Non parliamo poi di chi ha la buona abitudine di ritagliare articoli di giornale e inserirli qua e la per rileggerli all’occorrenza. Insomma, la carta da sempre soddisfa insieme esigenze “psicologiche” di controllo, di contenimento, ed esigenze cinestesiche di tattilità e di olfatto. Sarà capitato a tutti di prendere in mano un libro appena stampato e sentire l’odore di carta o di inchiostro, piuttosto che goderne sotto i polpastrelli la porosità della stessa oppure la setosità di una bella carta lucida. Possiamo dunque affermare che nella lettura su carta vengono coinvolti un po’ tutti i sensi.
Cosa accade invece al lettore sul web?
Quando entriamo su Internet è come se mettessimo il turbo. Tutto scorre via veloce, quasi frenetico. Sul web non si legge, nel senso classico del termine, si naviga. Sul web i click sono a portata di mano, la sensazione è di non avere confini spaziali e temporali. Sul web la sensazione non è più di controllo dei contenuti, di contenimento, ma di infinite possibilità, di libertà. Su carta se sto leggendo un articolo che non capisco, che richiede maggiore concentrazione, mi dedico con più assiduità; sul web, nella stessa situazione, la reazione è completamente diversa: un click e vado via, passo ad altro.
Sul web posso confrontare velocemente testi, opinioni, trovare alternative, cerco informazioni, soluzioni, idee, spunti. Sul web, inoltre, ogni click è come se fosse una curva a gomito su una strada di montagna: non sappiamo mai il panorama che troveremo. Il web è scoperta, laddove la carta è conferma. Il web è immediatezza, velocità, impazienza, laddove la carta è concentrazione, dedizione, ragionamento. Certo, un conto è leggere un romanzo e un altro è leggere una sentenza, oppure un articolo del codice civile, ma rifacendoci ad un discorso di approccio, i due mondi sono come due strade che si dipartono da un bivio e non si incontrano più.
Possiamo allora giungere alle prime conclusioni, che ci serviranno come humus su cui poggiare ciò che diremo nelle prossime puntate su stile di scrittura, organizzazione, tempi, luoghi, forma: chi si muove sul web lo fa velocemente, sempre con l’indice della mano pronto a fare “back” e tornare da dove si è venuti. Chi naviga sul web spesso non vuole ragionare troppo, non ha tempo per approfondire, non vuole concentrarsi (o non riesce proprio a farlo). Chi naviga sul web cerca informazioni, cerca soluzioni, cerca risposte.
La carta si legge, il web si usa
Il web parcellizza il sapere, frammenta e unisce. Il web trasmette un senso, (quasi un’euforia, potremmo dire) di poter fare tutto e in questo tutto spesso ci perdiamo. Partiamo con un’idea di ricerca e approdiamo da tutt’altra parte. Partiamo che ci interessa un’informazione e sulla nostra strada ne troviamo decine diverse, ma ugualmente interessanti, non cercate, ma trovate (sono loro che hanno trovato noi!).
Sul web l’approccio è: “vediamo cosa trovo“. Non so una cosa? No problem, interrogo l’oracolo di Mountain View, Google. Mi serve un consulente? No problem, vado su Google e digito parole-chiave di ricerca. Da lì si apre un mondo; abbiamo oltrepassato la curva sulla strada di montagna: nella vallata dei risultati di Google (la c.d. SERP, Search Engine Reults Page) troviamo centinaia, migliaia di possibili soluzioni, risposte. A noi non resta che cliccare qua e la, cercare di capire cosa fa al caso nostro, confrontare, orientarci. Vi è mai capitato di dovervi orientare su un libro? No, quasi mai, immagino. Ebbene sul web è la sensazione costante: cercare di non perdersi nel mare dei contenuti che ci si parano davanti.
Di cosa ha bisogno chi naviga?
La prima esigenza di un navigante per mare vi siete mai chiesta qual è? Avere punti di riferimento. La costa, un faro, una stella polare, una rotta predefinita. Sul web il navigante ha bisogno di qualcosa di simile: di rassicurazione, semplicità, chiarezza, immediatezza, punti di riferimento, un percorso da compiere per non perdersi. L’albero di navigazione e il menù di un sito hanno la funzione del “filo di Arianna” o delle briciole di Pollicino: farci ritrovare la strada.
Dunque? Dunque testi troppo lunghi, troppo elaborati non funzionano, in quanto non rispondono alle esigenze del lettore tipo. Allo stesso modo, testi troppo tecnici spesso sono poco apprezzati e lasciati a metà dai lettori. Siti complicati da navigare mettono ansia e creano un blocco mentale. Troppo materiale in una sola pagina fa andare in stallo i processi decisionali dell’utente: non capisce e…se ne va.
Infine, se su carta abbiamo detto che sono coinvolti tutti i sensi, data la materialità dell’oggetto libro che, per alcuni, diventa quasi feticisticamente un piacere in sé (il semplice possesso già crea soddisfazione ed è appagante); sul web bisogna ricordarsi che è buona regola accompagnare i testi con immagini, video e quant’altro possa semplificare e velocizzare la comprensione e abbia funzione rappresentazionale dei concetti che vogliamo esprimere con i contenuti scritti. Possiamo così ricorrere a infografiche, fotografie, schemi di sintesi, video, insomma tutto quanto possa rendere più immediata la comprensione e generare emozioni nel lettore.
Ricordate: sul web le parole servono principalmente a trasmettere informazioni, le immagini a suscitare emozioni.
Chiudiamo questa puntata con alcuni termini che sono centrali nella scrittura sul web: semplificazione, immediatezza, emozioni, visual thinking, rappresentare, mappare, raccontare. Le riprenderemo una alla volta per approfondirle.
Vi do appuntamento alla prossima puntata di questa guida breve di scrittura sul web.
Vi ricordo che approfondiremo questi temi nel corso del Mini Master Innovation Studio
Vi aspetto in aula!