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Passaggi generazionali: l’importanza della pianificazione

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Come abbiamo visto negli articoli precedenti, il passaggio generazionale è uno dei momenti più delicati nella vita di una impresa, così come di uno studio professionale. Può essere l’occasione per dare un nuovo impulso e linfa vitale all’organizzazione, oppure rischia di trasformarsi in un momento di debolezza e di crisi: di sicuro non si può evitare. 

Basti pensare che il 24% delle imprese familiari con un fatturato tra i 20 e i 50 milioni di euro è guidata da leader di età compresa fra i 60 e i 70 anni, mentre il 26% è guidato da ultrasettantenni. Ciò comporta che quasi una impresa su cinque sarà inevitabilmente costretta ad affrontare un Passaggio Generazionale nei prossimi 5 anni.

Ulteriori studi confermano la scarsa propensione ad un approccio programmatico del fenomeno successorio: solo il 9% delle imprese familiari ha pianificato la successione, mentre il 58% non ha ancora affrontato la questione.

In questo scenario gli esiti positivi del processo di transizione non sono affatto scontati.

Solo il 30% delle imprese familiari sopravvive alla prima generazione; ancor meno sono le aziende: il 13%, che sopravvivono alla seconda. Ciò significa che difficilmente i nipoti riescono a governare l’azienda di famiglia fondata dai nonni.

È possibile invertire la rotta?

Sicuramente sì, ma ciò richiede un radicale cambiamento culturale da parte dei protagonisti coinvolti, che deve passare inevitabilmente da una nuova consapevolezza:  il buon esito del passaggio generazionale dipende da un’adeguata programmazione e gestione delle fasi che lo compongono.

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Esistono alternative alla programmazione del passaggio generazionale?

Per comprendere l’importanza di programmare e pianificare per tempo un passaggio generazionale, proviamo ad immaginare cosa potrebbe accadere all’azienda o allo studio professionale nel caso in cui domani la persona oggi a capo fosse colpita da un evento traumatico.

Fatti i dovuti scongiuri, soffermiamoci attentamente sulle principali conseguenze:

– un vuoto operativo a breve termine;

– la perdita di uno specifico know-how aziendale a medio/lungo termine;

– un sicuro rallentamento dell’attività; 

– il blocco temporaneo di decisioni importanti;

– il rischio di una disgregazione dell’azienda;

– la ricerca affannosa di una nuova persona adatta alla vostra sostituzione.

Una gestione non programmata e disorganizzata ci porta incontro a tutti questi scenari.

Colui che dispone del patrimonio, accumulato con capacità imprenditoriali unite ad un continuo lavoro portato avanti con metodo e disciplina, avrà sempre delle titubanze ad individuare il successore, si porrà mille problemi, ci penserà su cento volte, prima di convincersi ad accettare che il “progetto” deve avere vita, essere messo a punto, portato avanti e concluso se non vuole che altri lo facciano al suo posto in caso di un evento luttuoso.

Seguendo un vecchio adagio secondo il quale “è meglio prevenire che curare”, diventa fondamentale anticipare questo tipo di evento in modo da sterilizzare le conseguenze negative future: e questo, in soldoni, significa proteggere il patrimonio familiare, di qualunque tipo esso sia.

Sicuramente ognuno si sente ancora in ottima forma, saldamente a capo della propria famiglia e azienda, animato da uno spirito imprenditoriale e da una motivazione che non fa certamente pensare ad un improvviso black out. E tantomeno a passare il testimone al vostro successore!

Proviamo però a pensare se l’eredità finisse in mano a familiari o parenti non graditi o addirittura invisi. O se tutto il lavoro di una vita si vanificasse in poco tempo, depauperando tutto il patrimonio di fatto conoscenze, di brand, di know how che fino ad oggi hanno prodotto valore.

Bene, il momento in cui iniziare a pensare e programmare questo affascinante viaggio non può essere più procrastinato.

E allora partiamo!

Pochissime imprese o studi professionali hanno pronta una programmazione e pianificazione successoria ad hoc e questo è un grosso limite.

Programmare significa stimare le risorse necessarie per effettuare tale passaggio (risorse tangibili e intangibili), mentre pianificare significa mettere in ordine di priorità le scelte e la loro attuazione in un processo che si deve realizzare nel tempo. 

Un’attività di programmazione anticipata aiuta ad individuare la strategia migliore per il passaggio dell’intero patrimonio aziendale.

Ma ogni strategia deve essere messa a punto in funzione di un traguardo da raggiungere.

Un’adeguata pianificazione consentirà di gestire e governare al meglio il passaggio generazionale dovendo avere riguardo alle dinamiche aziendali quanto a quelle familiari

Pensare e programmare un passaggio generazionale ci induce a porre alcune domande: 

  • Cosa voglio ottenere? 
  • In quanto tempo? 
  • A quali professionisti mi devo affidare per farmi guidare in questo viaggio?
  • Come posso mettere il successore nelle migliori condizioni per continuare a sviluppare questo modello di Business?
  • Quali risorse ho a disposizione oggi? 
  • Sono sufficienti? 
  • Devo organizzarmi per reperirne di nuove che mi aiutino a vincere questa sfida.

Chiudiamo, dunque, con la parola chiave: pianificazione. Nelle prossime puntate di questo viaggio nel mondo del passaggio generazionale affronteremo per punti ogni aspetto. Seguiteci!

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Massimo Bernardi - Formatore e Coach di MYPlace Communications

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    Mario Alberto Catarozzo

    Formatore, Business Coach professionista e Consulente, è specializzato nell’affiancare professionisti, manager e imprenditori nei progetti di sviluppo e riorganizzazione.
    È fondatore e CEO di MYPlace Communications, società dedicata al marketing e comunicazione nel business. Nella sua carriera professionale è stato dapprima professionista, poi manager e infine imprenditore. Per questa ragione conosce molto bene le dinamiche aziendali e del mondo del business. Si è formato presso le migliori scuole di coaching internazionali conseguendo le maggiori qualifiche del settore.
    Collabora con Enti, Istituzioni e Associazioni professionali e di categoria e lavora con aziende italiane e internazionali di ogni dimensione, dalle pmi alle multinazionali.
    È autore di numerosi volumi dedicati agli strumenti manageriali e di crescita personale e professionale. È direttore della collana Studi Professionali di Alpha Test Editore e autore de “Il Futuro delle professioni in Italia” edito da Teleconsul editore.
    Professional Certified Coach (PCC), presso la International Coach Federation (ICF).
    Per sapere di più sulle attività di formazione, coaching, consulenza e marketing visita i siti:

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    Per info e contatti: coach@mariocatarozzo.it.

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