Il Metodo Kaizen nella crescita personale e nello studio professionale

Facebook
Twitter
LinkedIn
Email
Print

Indice dei contenuti

Le aziende e gli studi professionali sono chiamati a mantenere un alto livello del loro standard di servizi in un tempo in cui il paradigma della società liquida sta trovando sempre più spazio e in cui il digitale e il remote working ha cambiato la business strategy in molti settori, così come tutti i processi aziendali collegati al raggiungimento dei risultati preventivati. Viene richiesta quindi maggiore efficienza e una ricerca puntuale delle best performance, anche attraverso l’utilizzo di adeguati indicatori di performance. Tutti i processi aziendali e le attività aziendali sono coinvolte in questo percorso che deve trovare un inquadramento all’interno di una ben definita visione aziendale.

UNA STRATEGIA BASATA SUI CONTINUI MIGLIORAMENTI

La strada suggerita è quella del miglioramento personale e professionale continuo e graduale al fine di creare più valore e meno sprechi da abbinare al cambiamento radicale maggiormente implementato nella cultura occidentale. La ricerca della perfezione attraverso il miglioramento personale continuo e lo sviluppo personale permette infatti di alimentare la fonte del vantaggio competitivo creato nei confronti dei competitors. Attraverso la semplificazione dei processi aziendali vengono generate le risorse utili per essere impiegate nelle attività di miglioramento personale continuo dei dipendenti, che siano anche strutturate e misurabili, e che favoriscano la crescita personale e lo sviluppo personale del singolo. Per crescita personale si intende lo sviluppo delle potenzialità che sono già dentro di noi per elevarle in modo positivo affinché siano utili a noi e nel rapporto con gli altri.

La crescita personale è un processo continuo, che dura tutto l’arco della vita e che si riflette anche nel lavoro quotidiano in tutti i processi aziendali. Intraprendere un percorso di sviluppo personale significa diventare capaci di gestire le emozioni, e sviluppare la resilienza, l’empatia, l’adattabilità, la creatività. La strategia del miglioramento continuo e quotidiano è un vero e proprio metodo di lavoro che può essere applicato a tutte le attività aziendali e processi aziendali e contempla anche il ridisegno delle postazioni di lavoro per massimizzare la produttività, senza influire negativamente sulla crescita personale del singolo lavoratore ma anzi favorendola. Tutti i processi aziendali, dal processo di progettazione, all’attività produttiva fino al processo commerciale, possono beneficiare di questa metodologia aziendale.

Il perfetto insegnamento per l’applicazione di questa strategia possiamo apprenderlo dal Giappone, la cui vera fonte principale del successo della sua industria va ricercata a monte dei progressi tecnologici e nello specifico nel vecchio principio filosofico: “ogni cosa merita di essere migliorata”.

Infatti è proprio sull’applicazione sistematica e metodica di questo principio basilare che si è imperniata tutta la crescita economica del Giappone. Uno dei fattori di successo determinante nella trasformazione di questo principio, in un eccellente sistema di gestione di impresa, è stato il differente tipo di cultura alla base dello stato nipponico. La differenza con quella occidentale è che in quest’ultima il miglioramento nei processi aziendali viene perseguito con operazioni drastiche di cambiamento da cui si aspetta un immediato ritorno dell’investimento.

LA DIFFERENZA TRA “KAIZEN” E INNOVAZIONE

In Giappone viene utilizzato il termine Kaizen per definire il termine miglioramento e si traduce nell’impegno ad apportare quotidianamente dei piccoli miglioramenti all’interno di processi e attività aziendali più ampi, continui e graduali.

I miglioramenti toccano ogni ambito dell’esistenza, con la crescita personale che influisce positivamente sulla propria vita privata, sociale e professionale. In ambito business il miglioramento deve coinvolgere tutti i processi e attività aziendali, i componenti dell’azienda o dello studio professionale, ad ogni livello. Le sue radici si trovano nel vecchio detto giapponese: “se non si vede un uomo per tre giorni, i suoi amici dovrebbero guardarlo attentamente per scoprire quali cambiamenti si sono verificati”.

In questo detto è sottintesa la convinzione che ogni cosa, anche se di poco, cambia continuamente, che trasposto a livello di business vuol dire che non bisogna far passare giorno senza che si produca qualche miglioramento nei processi aziendali, anche se piccolo. Il management giapponese vede il miglioramento suddiviso in due fasi: il Kaizen e l’innovazione, dove innovazione significa modificare radicalmente attraverso sforzi temporanei, ma di grande entità. La differenza sostanziale tra Kaizen e innovazione è riconducibile alla differenza tra una scala ed una salita. L’innovazione conduce a un repentino miglioramento dello standard, che come in un andamento a scalini, si fermerà quando arriverà sul mercato la successiva innovazione e subirà quindi un decadimento naturale. Al contrario il principio del Kaizen conduce ad un continuo, piccolo miglioramento degli standard. Il miglior sistema di gestione è quindi quello che prevede la coesistenza e l’impiego in azienda o nello studio professionale di entrambi i sistemi, da una parte l’innovazione per elevare i nuovi standard e del Kaizen, per far in modo che questo upgrade sia mantenuto costante e duraturo nel’arco del tempo.

APPROFONDISCI L’ARGOMENTO SUL MIO ULTIMO LIBRO “A NEW START
– L’OFFICE MANAGEMENT COME MOTORE DI CAMBIAMENTO NEGLI STUDI PROFESSIONALI –
EDITO DA BOSTON PUBLISHING (DICEMBRE 2020)

LO SPIRITO DEL LAVORO DI SQUADRA

Lo spirito di gruppo, inteso come l’impegno collettivo ad affrontare il processo di miglioramento continuo tipico di questa disciplina, è particolarmente importante nell’applicazione della strategia Kaizen. Se, infatti, il miglioramento si basa sul miglioramento dei processi aziendali, questi sono a loro volta attuati dalle risorse umane che dovranno essere dotate dunque di una cultura aziendale partecipativa al cambiamento e propense a intraprendere un percorso di crescita. In effetti, la disciplina Kaizen è considerata applicata con successo soltanto quando tutti gli individui che fanno parte dell’impresa operano meglio, mettono energia nella propria crescita personale e sono più soddisfatti: lavorando in team, la felicità di un componente si riverbera su tutti gli altri e raggiungere gli obiettivi è meno complicato.

Riguardo i parametri che rientrano nella cultura del Kaizen troviamo essere proattivi e sviluppare la capacità di risolvere i problemi, essere curiosi, adottare nuovi metodi operativi quotidiani, intraprendere un percorso di crescita personale e sviluppare ulteriori competenze personali. In questo modo tutti i processi aziendali possono beneficiare di quei miglioramenti quotidiani necessari a far crescere l’azienda e lo studio professionale.

CONCLUSIONI

Nella cultura occidentale si tende a perseguire l’efficienza e le performance migliori sul mercato tramite azioni di impatto che portino ad un cambiamento radicale immediato e rapido. Questa strategia da sola si rivela inefficace quando una successiva innovazione si presenta in modo dirompente. Questo metodo giapponese va nella direzione opposta privilegiando piccole azioni quotidiane, messe in atto da ogni figura all’interno dell’azienda o dello studio professionale, volte a produrre piccoli miglioramenti personali che si sedimentano e contribuiscono a mantenere lo standard raggiunto. Per questo il lavoro in team assume un peso rilevante e più un componente è felice della sua crescita personale e professionale più questo si riflette a cascata su tutta l’azienda e su tutti i processi aziendali.

Queste due strategie aziendali non sono contrapposte, ma al contrario il “Kaizen” deve essere abbinato all’innovazione per consentire la competitività a lungo termine del business e far trovare l’azienda o lo studio professionale pronti a alzare ulteriormente l’asticella. La cornice in cui si inserisce la cultura del Kaizen contempla l’essere proattivi, intraprendere un percorso di crescita personale e sviluppare ulteriori competenze personali.

TI È PIACIUTO QUESTO ARTICOLO?

Leggi anche: “Mindfulness: consapevolezza di vivere la qualità del tempo e della vita


Risorse correlate

Mario Alberto Catarozzo

Mario Alberto Catarozzo è Formatore, Business Coach professionista e Consulente specializzato nel mercato dei liberi professionisti e degli studi professionali dell’area giuridica-economica (avvocati, notai, consulenti del lavoro, commercialisti), dei manager e degli imprenditori. Founder PartnerCEO di MYPlace Communications, società dedicata alla consulenza, formazione e marketing per il mondo del business, lavora da oltre 25 anni nel mondo delle professioni ed è Coach certificato ICF (Internationale Coach Federation), con specializzazione in PNL (Practitioner e Master Practitioner), Problem Solving e Negoziazione. Speaker in diversi programmi radio e podcast, è direttore di collana e autore di manuali e saggi. Collabora con Università, Ordini professionali e Associazioni di categoria sulla formazione manageriale e imprenditoriale per professionisti (soft skills) e aziende.
Formatore, Business Coach professionista e Consulente, sono specializzato nel mercato dei liberi professionisti e studi professionali dell’area giuridica-economica: avvocati, notai, consulenti del lavoro, commercialisti, manager e imprenditori. Sono CEO di MYPlace Communications, società dedicata al marketing e comunicazione per il mondo business e da oltre 20 anni mi occupo di comunicazione ed editoria (sono stato manager in Maggioli Editore e Il Sole 24 Ore). Ho conseguito la qualifica di Licensed NLP Coach™ rilasciata dalla Society of NLP di Richard Bandler (USA) e ho due specializzazioni: Team Coach Professionista e Life Coach Professionista. Ho due livelli di specializzazione in PNL, Practitioner e Master Practitioner. Presso la STC Nardone Group mi sono formato in Problem Solving e Coaching Strategico®. Speaker al TEDxModena e al Philip Kotler Marketing Forum, collaboro con diverse Università, Ordini professionali e Associazioni di categoria sulle tematiche soft skills e strumenti di managerialità. Sono direttore della collana Studi Professionali di Alpha Test Editore, dedicata alle soft skills e strumenti di managerialità per professionisti e studi professionali, e autore di diverse pubblicazioni in tema di soft skills e crescita personale e professionale. Sono Associate Certified Coach (ACC), presso la International Coach Federation (ICF) e Coach Professionista Associato AICP (Associazione Italiana Coach Professionisti).

Luciana Lauber

Luciana Lauber è Formatore, Business Coach professionista e Consulente specializzata nel mercato degli studi professionali: per 20 anni General Manager di Studi Legali Internazionali, specializzata di start-up, in Italia e all’estero, e di percorsi di carriera all’interno degli studi professionali. 
Da Gennaio 2020 PartnerGeneral Manager di MYPlace Communications, società dedicata alla consulenza, formazione e marketing per il mondo business.
Professional Coach e Team Coach ICF (International Coach Federation) nonché Practitioner in PNL, con specializzazione in Consulenza Organizzazione e Marketing.

Formatore, Business Coach professionista e Consulente, sono specializzata nel mercato degli studi professionali: per anni sono stata General Manager di Studi Legali Internazionali. Mi sono occupata di start-up, in Italia e all’estero, e di percorsi di carriera all’interno degli studi professionali. Sono specializzata in Organizzazione e Marketing. 
Da Gennaio 2020 sono Responsabile del Business Development per il coordinamento delle attività strategiche di MYPlace Communications, società dedicata al marketing e comunicazione per il mondo business.
Ho conseguito la qualifica di Professional Coach e Team Coach riconosciuta da ICF (International Coach Federation) e ho conseguito inoltre il Practitioner in PNL (Unicomunicazione Srl NLP Italy School).