Metaverso e nuove realtà. Verso un nuovo futuro, anche del business, con gli NFT

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Si sente parlare sempre più frequentemente di Metaverso, di realtà virtuale, di Bitcoin e di Blockchain. Mondi che inizialmente ci sono sconosciuti, proprio come nuovi pianeti del sistema solare, poco alla volta entrano nella nostra familiarità e moltiplicano le realtà che possiamo vivere. Non più di qualche mese fa il colosso Facebook di Mark Zuckerberg sceglie di cambiare il proprio nome diventando “Meta”. Pensate quali considerazioni e valutazioni devono essere state fatte se la società (il nome del social network resterà lo stesso) del primo social network al mondo sceglie ad un certo punto che è arrivato il momento di cambiare nome e, forse, anche pelle. Vuol dire che quelle nuove realtà viste fino ad oggi solo nei videogiochi, fatte di avatar, di luoghi creati al computer, di relazioni fatte di bit, stanno diventando realtà e con la nostra realtà abituale cominceranno ad interagire, fino a mischiarsi, confondersi e alla fine fondersi. Sembra qualcosa di incredibile e così distante, ma se ci pensate bene, in meno di 20 anni i cellulari sono diventati parte integrante della nostra quotidianità, Internet è diventata la nostra realtà, sui cui trascorriamo buona parte della giornata, i social network sono diventati i principali canali di interazione sociale. Perché, dunque, dovrebbe essere diverso per il Metaverso?

METAVERSO, QUESTO SCONOSCIUTO

Per capire che cos’è il Metaverso partiamo dalla etimologia della parola, utilizzata qualche anno addietro in un noto romanzo di fantascienza (“Snow Crash” di Neal Stephenson): “meta” vuol dire “interno” e verso è l’abbreviazione di “universo”. Il Metaverso è dunque un universo nell’universo, cioè una realtà dentro la realtà. Solo che la prima realtà, quella contenuta, quella nuova, è puramente virtuale, non esiste analogicamente come siamo abituati a vederla noi. Per semplificare al massimo, immaginate un videogiochi e portatelo alle estreme conseguenze, togliendogli i confini e mischiandolo con la realtà che viviamo tutti i giorni e dove noi possiamo essere i protagonisti attraverso un personaggio (avatar) costruito a computer; dentro quella nuova realtà possiamo muoverci, incontrare altre persone tramite i loro avatar, fare cose, provare sensazioni (vista, udito, tatto, gusto, olfatto) e creare relazioni. Quello è il Metaverso: una realtà virtuale parallela alla realtà analogica che siamo abituati a vivere. E non è tutto qui. Infatti, nel Metaverso è possibile fare anche affari e scambiarsi la moneta virtuale, i Bitcoin, oggi affiancata da un’alta unità di valore: gli NFT. Sul come si entra in questo mondo è tutto sommato facile rispondere, in quanto non bisogna fare altro che collegarsi ad un sito che fa parte di questa nuova realtà e automaticamente si è proiettati in essa. Possiamo scegliere il nostro avatar, scegliere come vestirlo, quali oggetti fornirgli, l’ambiente in cui farlo vivere e mille altre opzioni; da qui nascono gli NFT.

CRIPTOVALUTE: IL BUSINESS HA UN ALTRO NOME 

Strettamente collegati al mondo del digitale e, sarebbe meglio dire, del virtuale, sono le nuove valute economiche, di cui i Bitcoin sono le più diffuse. Nell’attuale sviluppo del Metaverso, accanto ai Bitcoin gli acquisti possono essere fatti con Ethereum, che è l’altra criptovaluta. Esistono due tipologie di criptovalute: quelle fungibili, simili ai soldi a cui siamo abituati, e quelle infungibili. I Bitcoin fanno parte della prima categoria, così come l’Euro, per intenderci, unità di misura che può essere utilizzata negli scambi virtuali. La seconda, invece, è una unità di valore infungibile: stiamo parlando degli NFT (Non-Fungible Token). Rientrano in questa categoria le opere d’arte, il diritto d’autore, film, oggetti di moda, monumenti e immobili (ovviamente virtuali).

NFT, BLOCKCHAIN E BITCOIN: CONOSCIAMOLI PIÙ DA VICINO

non-fungible token sono dei certificati di autenticità relativi ad opere d’arte e ogni altro oggetto virtuale unico nel suo genere. Questi certificati rappresentano un valore e non sono fungibili, appunto, cioè non sono come i Bitcoin una moneta di scambio, ma sono un valore in sé, perché il valore ruota intorno alla persona che ha creato quel Token (lett. “gettone”). Per comprendere gli NFT dovete entrare nell’ottica del mondo virtuale del Metaverso, in cui stanno investendo somme cospicue società come Nike, Adidas, firme della moda e dell’arte. Il registro pubblico rappresentato dalla Blockchain, garantisce l’autenticità e unicità degli NFT, che possono essere riprodotti all’infinito, ma la cui paternità e unicità è certificata nei “nodi” della rete Blockchain. Pensate che il mercato degli NFT nel 2021 supera i 10 miliardi di dollari e si prevede una espansione incredibile nei prossimi anni, per la gioia di artisti e imprese che su di esso investiranno. 

Abbiamo accennato al Token, ma che cos’è il Token? È una criptovaluta non fungibile, appunto, se NFT, perché legata alla persona che crea quel valore, fungibile se è un Token sociale. La differenza è come se avessimo in mano una banconota da dieci euro; questa è una monta fungibile, cioè vale quanto un’altra banconota da dieci euro, ma se la firma Francesco Totti, quella banconota diventa unica e infungibile. 

In questo modo tutti diventano investitori di se stessi. Il concetto dei Token va di pari passo con quello della Blockchain: cioè democratizzare la ricchezza, in modo che non sia concentrata nella mani di pochi, ma che sia nelle mani delle persone (che rappresentano i “nodi” della Blockchain). Invece di avere, in sostanza, un ente deputato a garantire l’autenticità o il valore di un oggetto, con la Blockchain sono le persone che fanno parte della “catena dei blocchi” a garantire in ogni passaggio, che viene registrato e non può essere modificato nel registro pubblico, l’autenticità. Stessa cosa per la moneta virtuale: invece di avere uno Stato o una Banca che emette la moneta e la controlla, il valore è creato dai singoli ed è determinato dagli scambi nella catena dei blocchi (Blockchain). Per dirla in altro modo, dovete pensare di girare la realtà di 180 gradi rispetto a quanto siamo abituati a conoscere: noi oggi diamo per scontato che debba esistere una autorità che certifichi, che emetta e che controlli; il mondo virtuale a cui appartiene la Blockchain, i Bitconi, gli NFT e il Metaverso, sono le persone a creare intorno a sé stesse il valore, a scambiarlo e la interazione delle persone certifica ad ogni passaggio l’autenticità, fa da garante e controlla sé stessa.

LA TERZA EPOCA DI INTERNET

Se agli albori la Rete doveva essere una infrastruttura per poter collegare computer nel mondo, nella sua seconda fase Internet diventa il web, che mette in relazione digitalmente le persone del mondo e i social soppiantano le relazioni analogiche con quelle digitali a distanza. Nella terza epoca di Internet la realtà virtuale del metaverso si fonderà con quella analogica: uomini e avatar conviveranno nella stessa giornata passandosi il testimone. Le tre mele che hanno cambiato il genere umano, la mela di Adamo, la mela di Newton e la mela di Steve Jobs, diventeranno mele virtuali che ci trasporteranno in una nuova era di relazioni. La nuova generazione (generazione Z) non vuole vivere con le regole con cui hanno vissuto i padri: trovare un lavoro dove sono altri a gestire il tuo tempo e il tuo valore, aspettare la pensione, usare soldi che enti centrali emettono e controllano, dare il potere in mano a poche multinazionali. Oltre il 40% degli adolescenti di oggi dichiara di voler essere padrone del proprio futuro e di voler diventare imprenditore di sé stesso, sin da subito e di voler utilizzare la tecnologia come strumento per realizzare questo sogno. Pensate che sono oltre 46 milioni gli americani che posseggono criptovalute e questo numero andrebbe aggiornato quotidianamente. Ogni giorno nascono nuove statup di giovani che investono su sé stessi e diventano imprenditori, ma non nella modalità tradizionale a cui siamo abituati. Stiamo parlando degli influencer, degli youtuber, dei giovani che si lanciano su TikTok per diventare ambasciatori di un marchio di moda per esempio. Sono loro il patrimonio e il patrimonio è loro. Ecco, questo è il nuovo modo di pensare la proprietà e il valore. Non è necessario essere dipendenti di una società, aprire una società e sottostare a regole di altri. Oggi si possono rompere tutti questi schemi. Se prima si era di fatto passivi consumatori e si veniva “sfruttati” da chi deteneva le risorse, oggi si diventa attori del proprio destino. Se la prima epoca ci ha visti dipendere dalla major cinematografiche, dalle case discografiche etc., la seconda epoca ha visto le persone condividere direttamente i contenuti sulle piattaforme social come Facebook, Youtube, TikTok, ma ancora chi detiene la ricchezza sono poche entità che controllano il mercato. Nella terza fase nulla di tutto ciò, ci sarà la svolta: il valore resta in mano a chi lo genera, non ci sono più mediatori e quindi accumulatori di valore a spese degli artisti, per esempio. La liquidità di cui parlava il grande filosofo polacco Zigmunt Bauman pare essere definitivamente arrivata anche nel mondo del business e non solo in quello delle relazioni sociali.

COME CAMBIERÀ LA NOSTRA REALTÀ

Oggi ci pare tutto così assurdo e sentir parlare di realtà virtuale, mondi paralleli, avatar, ci riporta alla memoria i libri di Isaac Asimov e le serie tv anni ’80 con Mork e Mindy. Sembra uno scherzo, ma uno scherzo non è. In futuro faremo riunioni di lavoro in 3D, proprio nel Metaverso e potremo stringere la mano ai nostri colleghi; faremo formazione in aule virtuali dove saremo proiettati nelle aule 3D con la possibilità di girare tra i partecipanti, di poter prendere il caffè nella pausa con loro e di poter interagire proprio come nelle aule in presenza come siamo abituati oggi. Ma non è finita: andremo a fare gli allenamenti nel Metaverso, faremo cene romantiche e la scuola lo utilizzerà per le lezioni con i ragazzi che saranno collegati da casa, ma catapultati con il proprio avatar in presenza proprio lì, nel Metaverso. I nostri nipoti (i figli non sono già più della generazione nativa del Metaverso) vivranno la realtà analogica e quella virtuale come un tutt’uno e ci chiederanno come abbiamo fatto un tempo a non averle entrambe, esattamente come oggi i nostri figli ci chiedono come abbiamo fatto da giovani a non avere il cellulare o Internet. Abitudine, questo farà la differenza. 

Come abbiamo visto poc’anzi, anche il business cambierà: nel Metaverso ci saranno le criptovalute, ma saranno soldi “veri” e non come quelli del Monopoli. Si faranno affari, investimenti, scambi, esattamente come nella realtà analogica che siamo abituati a vivere. Cambieranno quindi i termini del business, i luoghi, tempi, intermediari economici, oggetti, relazioni, consulenze. Altro che meravigliarsi oggi dei social network che stanno sostituendo il passaparola, o della necessità di avere un sito Internet e di comunicare sul web. Tra soli dieci anni, ciò che oggi sembra futuristico per molti non avvezzi al digitale, sarà preistoria, né più e né meno di come ci appaiono preistorici i cellulari di inizio millennio con i tasti fisici e senza collegamento ad Internet (li ricordate i primi Motorola, Nokia, Erickson???).

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Siamo entrati nel decennio che cambierà la storia dell’umanità,. Da qui al 2030 avremo robot come colleghi, Intelligenza Artificiale che gestirà buona parte dei processi produttivi e organizzativi, le relazioni, che saranno profondamente digitalizzate, logiche di mercato completamente diverse. Vedremo nei prossimi anni la nascita di professioni che oggi non esistono e la fine di professioni a cui siamo abituati. Lo smart working sarà la norma, lavorare a distanza, in modo liquido, in rete, senza orari sarà lo standard. Questo manuale offre una visione sul futuro delle professioni e del business. Partendo da ciò che il futuro ci riserva accompagneremo il lettore a comprendere quali scelte effettuare per organizzare al meglio la propria attività , scegliere e formare i collaboratori, sviluppare business ed essere protagonista del nuovo mercato professionale. Strumenti, tecniche, principi di soft skills, coaching e comunicazione per offrire un manuale agile e completo da tenere con sè come carta nautica giorno dopo giorno. Autore Mario Alberto Catarozzo è formatore e coach con una lunga esperienza sui temi della comunicazione, negoziazione, leadership, crescita personale e professionale. Svolge attività di formazione e coaching per studi professionali, liberi professionisti e manager impegnati in processi di sviluppo e cambiamento.

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    Mario Alberto Catarozzo

    Mario Alberto Catarozzo è Formatore, Business Coach professionista e Consulente specializzato nel mercato dei liberi professionisti e degli studi professionali dell’area giuridica-economica (avvocati, notai, consulenti del lavoro, commercialisti), dei manager e degli imprenditori. Founder PartnerCEO di MYPlace Communications, società dedicata alla consulenza, formazione e marketing per il mondo del business, lavora da oltre 25 anni nel mondo delle professioni ed è Coach certificato ICF (Internationale Coach Federation), con specializzazione in PNL (Practitioner e Master Practitioner), Problem Solving e Negoziazione. Speaker in diversi programmi radio e podcast, è direttore di collana e autore di manuali e saggi. Collabora con Università, Ordini professionali e Associazioni di categoria sulla formazione manageriale e imprenditoriale per professionisti (soft skills) e aziende.
    Formatore, Business Coach professionista e Consulente, sono specializzato nel mercato dei liberi professionisti e studi professionali dell’area giuridica-economica: avvocati, notai, consulenti del lavoro, commercialisti, manager e imprenditori. Sono CEO di MYPlace Communications, società dedicata al marketing e comunicazione per il mondo business e da oltre 20 anni mi occupo di comunicazione ed editoria (sono stato manager in Maggioli Editore e Il Sole 24 Ore). Ho conseguito la qualifica di Licensed NLP Coach™ rilasciata dalla Society of NLP di Richard Bandler (USA) e ho due specializzazioni: Team Coach Professionista e Life Coach Professionista. Ho due livelli di specializzazione in PNL, Practitioner e Master Practitioner. Presso la STC Nardone Group mi sono formato in Problem Solving e Coaching Strategico®. Speaker al TEDxModena e al Philip Kotler Marketing Forum, collaboro con diverse Università, Ordini professionali e Associazioni di categoria sulle tematiche soft skills e strumenti di managerialità. Sono direttore della collana Studi Professionali di Alpha Test Editore, dedicata alle soft skills e strumenti di managerialità per professionisti e studi professionali, e autore di diverse pubblicazioni in tema di soft skills e crescita personale e professionale. Sono Associate Certified Coach (ACC), presso la International Coach Federation (ICF) e Coach Professionista Associato AICP (Associazione Italiana Coach Professionisti).

    Luciana Lauber

    Luciana Lauber è Formatore, Business Coach professionista e Consulente specializzata nel mercato degli studi professionali: per 20 anni General Manager di Studi Legali Internazionali, specializzata di start-up, in Italia e all’estero, e di percorsi di carriera all’interno degli studi professionali. 
    Da Gennaio 2020 PartnerGeneral Manager di MYPlace Communications, società dedicata alla consulenza, formazione e marketing per il mondo business.
    Professional Coach e Team Coach ICF (International Coach Federation) nonché Practitioner in PNL, con specializzazione in Consulenza Organizzazione e Marketing.

    Formatore, Business Coach professionista e Consulente, sono specializzata nel mercato degli studi professionali: per anni sono stata General Manager di Studi Legali Internazionali. Mi sono occupata di start-up, in Italia e all’estero, e di percorsi di carriera all’interno degli studi professionali. Sono specializzata in Organizzazione e Marketing. 
    Da Gennaio 2020 sono Responsabile del Business Development per il coordinamento delle attività strategiche di MYPlace Communications, società dedicata al marketing e comunicazione per il mondo business.
    Ho conseguito la qualifica di Professional Coach e Team Coach riconosciuta da ICF (International Coach Federation) e ho conseguito inoltre il Practitioner in PNL (Unicomunicazione Srl NLP Italy School).