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Il mercato dei legali diventerà come quello dei medici?

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Vi sarà capitato di aver bisogno di uno specialista, chessò un dermatologo per un problema di psoriasi, un cardiologo per fare un piccolo check del cuore, un ortopedico per sistemare qualche osso rotto? Allo specialista del caso sarete arrivati per passaparola, perché un vostro amico vi ha consigliato quello con cui si è trovato bene, oppure tramite il vostro medico di base, o ancora attraverso il moderno consulente onnisciente: Google.

Lo specialista sarà la regola

Nessuno di voi si sognerebbe di andare dal medico generico per risolvere un problema delicato che richiede la competenza di un oncologo, oppure di un endocrinologo, o ancora di uno psichiatra. Il medico generico ha svolto tuttavia la sua funzione in questo processo: ha consigliato la specialità adatta al problema, indicando magari anche lo specialista. Ebbene, anche se a molti sembrerà un’eresia questo scenario (d’altronde anche Copernico era stato accusato di eresia), con ottime probabilità tra qualche tempo il mercato dei servizi legali subirà la stessa sorte: avremo avvocati generalisti per le consultazioni e le soluzioni di primo livello e gli specialisti per affrontare e risolvere le questioni che richiedono competenze molto mirate.

L’avvocato generalista saprà un po’ di tutto

Il diritto diventa sempre più complicato e a quello nazionale si è aggiunto quello di origine comunitaria e internazionale che ha moltiplicato le esigenze del sapere. A ciò si aggiunga che il ritmo delle novità normative aumenta e che il coordinamento delle leggi è più casuale che ragionato. Ebbene, fate un mix di tutto questo, agitate bene e ciò che ne viene fuori è un vero e proprio ginepraio di competenze che non possono, soprattutto a certi livelli, coesistere nella stessa persona. Come oggi si va dal medico di base, così tra qualche anno si andrà dall’avvocato generalista, per un primo consulto, dopodichè saremo inviati da uno specialista di quella specifica materia che sa approfonditamente il proprio ambito e poco e niente del resto.

Molti avvocati generalisti di fronte a questa prospettiva inorridiscono e argomentano che non è possibile fare la professione se non si ha una conoscenza di un po’ tutto il diritto. Io non voglio entrare nel merito della questione, mi limito a considerare che allora anche il cardiologo non potrebbe fare la professione senza conoscere bene il resto della medicina. Invece una conoscenza di base la si acquisisce negli anni di università per avere ovviamente un’infarinatura di tutto, poi però si prende necessariamente la strada della specializzazione.

Il lavoro di squadra farà la differenza

Se allora la professione sarà fatta da tanti specialisti, ecco che gli stessi per poter raggiungere il risultato dovranno imparare a lavorare insieme e coordinarsi. Forse un tempo il medico chirurgo operava dopo aver fatto l’anestesia e dava anche i punti. Oggi c’è l’anestesista, il chirurgo specialista, chi sutura e chi si occupa della rianimazione. Tutti fanno parte di una unica equipe, con ruoli, compiti e funzioni diverse, ma animati da un unico obiettivo.
Addio all’avvocato generalista e addio all’avvocato individualista. È nella coralità di azione che si otterranno i risultati.

Studi multidisciplinari

Il passo è breve: se lo specialista sarà cercato dalla clientela, perché offre maggiori garanzie di competenze specifiche, allora per essere competitivi sarà necessario offrire molte specializzazioni, in modo da poter rispondere alle richieste di un target ampio e poter fidelizzare i clienti. Se un tempo il ventaglio dell’offerta del generalista era ampio, ora è ampio il ventaglio dell’offerta dello studio composto da un panel di professionisti specializzati chi nel lavoro, chi nel giudiziale, chi nel finance e banking, chi nella green economy, chi nel diritto di famiglia, chi nell’intellectual property.

E nei centri di piccole dimensioni?

Ultima osservazione corretta che molti potrebbero fare è che ciò potrà valere per le grandi metropoli o città come Milano e Roma. Nei centri piccoli, in provincia non si arriverà mai a tutto ciò. Che dire, solita osservazione: e con i medici cosa è accaduto? Vogliamo dire che in città come Parma, Piacenza, Viterbo, Aosta, Messina, Campobasso, Foggia, Novara etc. non ci sono medici specialisti ma solo generici? No, ovviamente. Allora la stessa cosa possiamo pensare che accadrà ragionevolmente per i legali, è solo questione di tempo. Forse nei piccoli centri ci vorrà un po’ più di tempo, ma la direzione è sempre la stessa.

Mario Alberto Catarozzo - Founder Partner & CEO MYPlace Communications

Mario Alberto Catarozzo

Formatore, Business Coach professionista e Consulente, è specializzato nell’affiancare professionisti, manager e imprenditori nei progetti di sviluppo e riorganizzazione.
È fondatore e CEO di MYPlace Communications, società dedicata al marketing e comunicazione nel business. Nella sua carriera professionale è stato dapprima professionista, poi manager e infine imprenditore. Per questa ragione conosce molto bene le dinamiche aziendali e del mondo del business. Si è formato presso le migliori scuole di coaching internazionali conseguendo le maggiori qualifiche del settore.
Collabora con Enti, Istituzioni e Associazioni professionali e di categoria e lavora con aziende italiane e internazionali di ogni dimensione, dalle pmi alle multinazionali.
È autore di numerosi volumi dedicati agli strumenti manageriali e di crescita personale e professionale. È direttore della collana Studi Professionali di Alpha Test Editore e autore de “Il Futuro delle professioni in Italia” edito da Teleconsul editore.
Professional Certified Coach (PCC), presso la International Coach Federation (ICF).
Per sapere di più sulle attività di formazione, coaching, consulenza e marketing visita i siti:

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Per info e contatti: coach@mariocatarozzo.it.