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Il passaggio generazionale in studio e in azienda: a cosa fare attenzione?

Indice dei contenuti

Ogni organizzazione professionale e imprenditoriale deve tenere conto del passaggio generazionale, cioè di quel momento in cui il testimone passa da una generazione alla successiva e non sempre all’interno delle linee di sangue familiare. È un processo che ha un impatto significativo non solo sull’assetto organizzativo e gestionale dell’azienda o dello studio, ma anche sulla cultura, l’approccio al mercato e le dinamiche interpersonali all’interno dell’azienda. Per garantire la crescita e la continuità dell’azienda nel lungo termine, è fondamentale sapere come gestire il cambiamento generazionale.

Rischi associati al passaggio generazionale

Il passaggio generazionale comporta una serie di rischi che possono minacciare l’efficienza e la stabilità di un’azienda o di uno studio:

  • Perdita di competenze: l’uscita di figure chiave può comportare la perdita di conoscenze gestionali e tecniche essenziali.
  • Conflitti interni: i membri della famiglia e collaboratori di lunga data possono scontrarsi a causa di diatribe su ruoli e successioni.
  • Resistenza al cambiamento: chi è abituato alle pratiche tradizionali potrebbe non essere entusiasta delle innovazioni apportate dalla nuova generazione.
  • Difficoltà a dare continuità: quando i più giovani assumono la responsabilità, mantenere la coerenza con i principi e le prospettive fondatori può essere difficile.

Opportunità di trasferimento generazionale

Nonostante ciò, il passaggio generazionale potrebbe offrire opportunità significative:

  • Innovazione: l’arrivo di nuove generazioni ha il potenziale per portare nuove prospettive e idee, che sono essenziali per l’innovazione.
  • Modernizzazione: le competenze digitali e le nuove strategie di gestione possono rendere i processi obsoleti più moderni.
  • Internazionalizzazione: è più probabile che i giovani leader esplorino mercati internazionali e diversifichino l’offerta, rispetto alle generazioni precedenti.

E all’estero?

La gestione del passaggio generazionale varia notevolmente da Paese a Paese. La Germania e altri Paesi europei hanno politiche di supporto ben organizzate, che aiutano le aziende a pianificare la successione. La tradizione familiare è fondamentale in Asia, dove le imprese rimangono spesso all’interno della stessa famiglia per generazioni.

Nelle nazioni scandinave, la tendenza è preparare la transizione attraverso un approccio collaborativo, coinvolgendo i membri della famiglia in ogni fase del processo, mentre negli Stati Uniti, il passaggio generazionale è spesso accompagnato da un approccio sistematico che include la formazione di potenziali successori.

Pianificazione: la parola chiave

Il successo del passaggio generazionale è direttamente proporzionale all’investimento in pianificazione e preparazione. Ad esempio, il Family Business Institute afferma che solo il 30% delle aziende di famiglia negli Stati Uniti sopravvive al passaggio alla seconda generazione e solo il 12% rimane in attività fino alla terza generazione. Dati simili sono stati trovati in altri contesti, sottolineando quanto sia importante avere una strategia ben definita.

Per concludere, il passaggio generazionale non dovrebbe essere né sottovalutato, né tantomeno ignorato. Molto spesso non si affronta per paura, per poca conoscenza degli strumenti necessari, per scaramanzia, per pigrizia. In ogni caso, i rischi del non affrontarlo in tempo sono decisamente maggiori di ogni eventuale vantaggio (per esempio, l’idea di non aver tempo da dedicare). È necessario un’attenta pianificazione, la capacità di bilanciare l’innovazione con la tradizione e un forte impegno a promuovere la cultura e i principi fondamentali dell’azienda. 

Il passaggio generazionale è una transizione culturale, prima che organizzativa.

Affronteremo nelle prossime puntate tutti gli aspetti più rilevanti di questo processo, in modo da aiutarvi nella sua preparazione e gestione. La nostra consulenza in materia è ultradecennale, non esitate a contattarci per ogni esigenza.

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Mario Alberto Catarozzo - Founder Partner & CEO MYPlace Communications

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    Mario Alberto Catarozzo

    Formatore, Business Coach professionista e Consulente, è specializzato nell’affiancare professionisti, manager e imprenditori nei progetti di sviluppo e riorganizzazione.

    È fondatore e CEO di MYPlace Communications, società dedicata al marketing e comunicazione nel business. Nella sua carriera professionale è stato dapprima professionista, poi manager e infine imprenditore. Per questa ragione conosce molto bene le dinamiche aziendali e del mondo del business. Si è formato presso le migliori scuole di coaching internazionali conseguendo le maggiori qualifiche del settore.

    Collabora con Enti, Istituzioni e Associazioni professionali e di categoria e lavora con aziende italiane e internazionali di ogni dimensione, dalle pmi alle multinazionali.
    È autore di numerosi volumi dedicati agli strumenti manageriali e di crescita personale e professionale. È direttore della collana Studi Professionali di Alpha Test Editore e autore de “L’evoluzione delle professioni verso il 2030” edito da TeleConsul Editore.
    È Docente di Intelligenza Artificiale e collabora con Università – docente universitario a contratto in “Management della Trasformazione Digitale” presso la UNICUSANO e in “Human Resource Management” presso UniEticPmi dell’Università degli Studi Guglielmo Marconi. Collabora con Enti, Quotidiani, Editori sui temi dell’intelligenza artificiale e tematiche manageriali per gli studi professionali e le imprese. È stato Professional Certified Coach (PCC), è oggi associato alla ICF Global International (ICF).

    Per sapere di più sulle attività di formazione, coaching, consulenza e marketing visita i siti: www.myp.srl – www.mariocatarozzo.it – www.puntosudime.it. Per info e contatti: m.catarozzo@myp.srl.