Condividi

Gli strumenti manageriali in studio: il feedback

  • Marketing e sviluppo business

Indice dei contenuti

Il feedback è il riscontro che viene dato ad una attività o comportamento tenuto da una persona. Può essere una critica, purché sia:

  1. diretta al futuro;
  2. data nell’interesse di chi la riceve;
  3. non colpisca l’identità del destinatario.

Il feedback non colpisce mai l’identità della persona, che va sempre salvaguardata in ogni processo comunicativo e pertanto l’oggetto del feedback dev’essere esclusivamente il fatto, l’attività, il comportamento. Neppure l’atteggiamento, cioè il come il collaboratore affronta le cose dovrebbe essere oggetto di feedback, perché sul filo del rasoio con un giudizio sulla personalità. Oggetto del feedback sarà il comportamento e l’attività (ciò che hai fatto, non come sei). 

FEEDBACK STRUMENTO DI CRESCITA

Il feedback è un utilissimo strumento per far crescere i propri collaboratori e l’organizzazione di Studio nel suo insieme. Tramite il feedback, infatti, noi possiamo mettere a disposizione la nostra esperienza per il team e non contro il team, come molti spesso fanno in buona fede.

Perché un feedback sia utile, è necessario che sia il più possibile specifico e dettagliato. Dire semplicemente sei stato bravo non ha molta utilità per l’interlocutore, esattamente come dire non va bene. Il destinatario del feedback, infatti, nell’un caso e nell’altro non saprà cosa ha fatto di buono per essersi meritato un bravo, così come non saprà cosa ha sbagliato per sentirsi dire che così non va bene. Altra cosa è restituire un feedback preciso e circostanziato: mi è piaciuto molto come hai gestito le richieste del cliente, ti ho visto preparato sulla pratica, puntuale nelle risposte e sicuro di te; dove ritengo che tu debba lavorare ancora è sull’uso di un linguaggio giuridico più rigoroso. Questo è un esempio di un feedback utile per il destinatario, che saprà esattamente cosa ha fatto di buono e su cosa invece migliorare. 

FEEDBACK POSITIVO E DI MIGLIORAMENTO

Esistono due tipologie di feedback: il feedback positivo e il feedback di miglioramento. Va sempre dato per primo il feedback positivo, dove si gratifica il destinatario e poi il feedback di miglioramento, dove si inda cosa non funziona ancora e come può fare per migliorare.

Il valore del feedback per chi lo riceve è di arricchirsi di informazioni date da chi muove da prospettive diverse, da nuovi punti di osservazione, allora non solo i collaboratori, ma anche i titolari potranno giovare di tale strumento.

IL VALORE DEL FEEDBACK

Il feedback, in definitiva, anche in uno Studio professionale dev’essere uno strumento di lavoro come altri. Servirà a creare motivazione, a permettere la crescita, a creare coesione nel gruppo e ad ottimizzare tempo e risorse. Molto utile sarà, pertanto, creare dei momenti “istituzionali” in cui far circolare tali feedback, come riunioni e questionari, piuttosto che riservare alla fine di un progetto o di una pratica importante un momento di condivisione corale dove il feedback nei suoi vari orientamenti (orizzontale e verticale) abbia spazio. Ricordiamoci che la motivazione è importante.

COME RICEVEER IL FEEDBACK

Ultimo punto è come si riceve il feedback. Fin qui abbiamo parlato di come si da un feedback utile. Ora vediamo chi lo riceve come dovrebbe comportarsi per trarne tutti i benefici. 

Partendo dal presupposto che il feedback non è una critica, né un giudizio su di noi, chi lo riceve lo deve trattare come un’opportunità, non come un problema. Spesso, invece, ciò che si tende a fare è di reagire al feedback cercando di giustificare il nostro comportamento, di spiegare perché abbiamo agito in un certo modo. Il nostro interesse non è tanto ascoltare, quando giustificare, convincere. 

IN SINTESI

Feedback
Cos’è?Informazioni da chi ha un altro punto di osservazione
Qual è il suo oggetto?Il comportamento/il fatto
Come dev’essere dato?In modo preciso e puntuale
In che ordine?Prima il feedback positivo e poi quello di miglioramento
Nell’interesse di chi è dato?Del destinatario 
Cosa riguarda?Le capacità: cosa sai fare, come lo fai, come ti poni verso gli altri
Su cosa si focalizza?Sul futuro e non sul passato
Che funzione ha?Di miglioramento
Come si riceve?Ascoltando con attenzione senza interrompere

VUOI ACQUISIRE NUOVE COMPETENZE MANAGERIALI?
ISCRIVITI AL NOSTRO CORSO “MASTER IN BUSINESS

TI È PIACIUTO QUESTO ARTICOLO?

Leggi anche: “Quiet quitting: cosa sta succedendo al mondo del lavoro?

Mario Alberto Catarozzo - Founder Partner & CEO MYPlace Communications

In evidenza

Risorse correlate

Resta aggiornato

Iscriviti alla nostra newsletter

    Mario Alberto Catarozzo

    Formatore, Business Coach professionista e Consulente, è specializzato nell’affiancare professionisti, manager e imprenditori nei progetti di sviluppo e riorganizzazione.
    È fondatore e CEO di MYPlace Communications, società dedicata al marketing e comunicazione nel business. Nella sua carriera professionale è stato dapprima professionista, poi manager e infine imprenditore. Per questa ragione conosce molto bene le dinamiche aziendali e del mondo del business. Si è formato presso le migliori scuole di coaching internazionali conseguendo le maggiori qualifiche del settore.
    Collabora con Enti, Istituzioni e Associazioni professionali e di categoria e lavora con aziende italiane e internazionali di ogni dimensione, dalle pmi alle multinazionali.
    È autore di numerosi volumi dedicati agli strumenti manageriali e di crescita personale e professionale. È direttore della collana Studi Professionali di Alpha Test Editore e autore de “Il Futuro delle professioni in Italia” edito da Teleconsul editore.
    Professional Certified Coach (PCC), presso la International Coach Federation (ICF).
    Per sapere di più sulle attività di formazione, coaching, consulenza e marketing visita i siti:

    .
    Per info e contatti: coach@mariocatarozzo.it.