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Gestione dei cambiamenti organizzativi

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I cambiamenti organizzativi rappresentano un momento cruciale nel percorso di un passaggio generazionale che un’azienda o uno studio hanno deciso di affrontare.

Nuovi mercati e tecnologie e, da un anno a questa parte, l’avvento dell’Intelligenza Artificiale hanno messo in discussione tutti i vecchi modelli di business: la cultura delle imprese si deve confrontare con l’evoluzione della società e saper avviare processi di Change Management all’interno della propria azienda è determinante.

Mentre nuove generazioni si preparano a prendere le redini, la gestione dei cambiamenti diventa fondamentale per assicurare una transizione armoniosa. 

In questo articolo andiamo ad esplorare le sfide e le strategie per affrontare con successo questo delicato processo.

Cosa si intende per Change Management?

Possiamo definire il Change Management l’approccio con il quale si affronta una trasformazione degli obiettivi aziendali, dei valori, delle procedure e delle tecnologie. 

Tutte le iniziative di Change Management prevedono l’attivazione di strategie e metodi che conducono ad un cambiamento efficace, affiancando e supportando quotidianamente le persone che ne sono coinvolte.

A maggior ragione in un Passaggio Generazionale occorre essere pronti mentalmente ai cambiamenti.

La resistenza al cambiamento frena o mette a rischio un Passaggio Generazionale.  Le persone hanno paura di uscire dalla loro comfort zone, di mettersi nuovamente in gioco perchè hanno paura dell’ignoto.  Accettare un cambiamento sul posto di lavoro, dover imparare nuove tecnologie  può generare la paura di perdere il proprio impiego mentre invece le trasformazioni vanno viste come un’opportunità e non come un rischio: se impariamo cose nuove aumenta la nostra conoscenza che a sua volta genera sicurezza e maggior consapevolezza nei nostri mezzi. 

La comunicazione, in questo, è fondamentale: comunicare significa “mettere in comune”, ovvero spiegare a tutti il perché del cambiamento, come si tradurrà in concreto nelle loro attività operative e quali benefici apporterà.

Altro fattore determinante nella Gestione dei cambiamenti sono le competenze dei manager stessi, che dovrebbero avere nelle proprie corde la leadership positiva, e dunque essere capaci di guidare le persone in una fase così delicata dell’azienda e del loro percorso lavorativo, coinvolgendole e formandole per raggiungere insieme questo obiettivo strategico!

Tutte le parti interessate hanno bisogno di una chiara risposta a tutti i “perché” relativi alla trasformazione in atto.

Sia il fondatore/imprenditore sia tutto il management devono poi saper e voler delegare, per responsabilizzare tutte le persone coinvolte e far sì che ognuno sia preparato e supportato nel condurre il cambiamento a ogni livello dell’organizzazione.

Nel caso in cui all’interno dell’organizzazione non siano presenti figure animate da questa volontà, possiamo mettere in atto una soluzione moderna ed efficace e avvalerci, in ottica di Change Management, di un Temporary Manager esterno per gestire tutte le fasi di evoluzione strategica di un’azienda in questo delicato processo.

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Da dove partiamo?

Per capire in che modo si può intervenire con gli strumenti di Change Management,  possiamo mettere il focus su tre livelli di gestione del cambiamento:

  • gestione delle modifiche individuali, generate dalla tendenza delle persone a opporre resistenza al cambiamento. Ognuno deve comprendere che in un Passaggio Generazionale è indispensabile avere una mente aperta al cambiamento, essere disponibile a rivedere schemi e modelli seguiti fini a ieri e  trasmettere questo messaggio al successore e  tutte le figure coinvolte, così come individuare il momento ottimale per insegnare a qualcuno una nuova abilità;
  • gestione del cambiamento organizzativo che prevede innanzitutto di individuare i gruppi e le persone che dovranno oggetto del cambiamento, e di capire ovviamente in che modo dovranno farlo. Il paradigma di transizione individuale rappresenta quindi il punto centrale delle attività di gestione dei cambiamenti organizzativi;
  • capacità di gestione delle modifiche aziendali:  essere capaci di adattarsi all’evoluzione del contesto può fare davvero la differenza. Il Change Management va a toccare ruoli, strutture, processi, progetti e competenze della propria organizzazione: più le persone sono veloci e reattivi a al cambiamento più l’azienda sarà in grado di mettere in atto strategie finalizzate ad una migliore competitività e a continuare a generare valore.

Introdurre in modo efficace il change management comporta la considerazione di diversi elementi.

I maggiori studiosi ed esperti in materia individuano 4  pilastri su cui poggiare la “costruzione del cambiamento”:

  • le persone: occorre far capire loro l’importanza di cambiare la mentalità e la cultura che devono essere orientate alla crescita;
  • i processi: rivedere i processi in chiave moderna, efficace e digitale;
  • la struttura: introdurre in azienda le tecnologie digitali a supporto. La digital transformation, secondo quanto riporta Assochange, è avviata nel 65% delle imprese partecipanti al sondaggio, conclusa nel 5% e ancora ferma per il 30% di loro, dal che si evince che le aziende sono consapevoli delle opportunità offerte dalle tecnologie digitali, ma il più delle volte si insabbiano nella fase di definizione degli strumenti di change management necessari a concretizzarle.
  • i luoghi di lavoro: devono essere “ripensati” in base alle attività da svolgere e in ottica di smart working, per ottimizzare la produttività ma anche il benessere e la felicità al lavoro.

Conclusioni:

Gestire il passaggio generazionale richiede un approccio olistico, che consideri le dinamiche aziendali, familiari e sociali come un tutt’uno. Il primo passo per riuscire nell’obiettivo è creare una cultura aziendale che metta al centro la formazione e l’apprendimento continuo per costruire un progetto efficace.

La Gestione dei cambiamenti deve poi andare di pari passo con la digital transformation: introdurre le tecnologie senza trasformare le abitudini e i processi di lavoro è inutile e può rivelarsi uno spreco di soldi e di tempo.

Come scrive John Kotter nel suo libro “Guidare il cambiamento”, solo attraverso una gestione consapevole dei cambiamenti, sarà possibile assicurare una transizione generazionale efficace e duratura.

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MYPlace Communications è una società specializzata nello sviluppo di progetti di marketing e comunicazione su misura per studi professionali di qualsiasi dimensione (avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro e notai), offrendo soluzioni complete con la massima assistenza.

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Leggi anche: “Passaggi generazionali: l’importanza della pianificazione

Massimo Bernardi - Formatore e Coach di MYPlace Communications

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    Mario Alberto Catarozzo

    Formatore, Business Coach professionista e Consulente, è specializzato nell’affiancare professionisti, manager e imprenditori nei progetti di sviluppo e riorganizzazione.
    È fondatore e CEO di MYPlace Communications, società dedicata al marketing e comunicazione nel business. Nella sua carriera professionale è stato dapprima professionista, poi manager e infine imprenditore. Per questa ragione conosce molto bene le dinamiche aziendali e del mondo del business. Si è formato presso le migliori scuole di coaching internazionali conseguendo le maggiori qualifiche del settore.
    Collabora con Enti, Istituzioni e Associazioni professionali e di categoria e lavora con aziende italiane e internazionali di ogni dimensione, dalle pmi alle multinazionali.
    È autore di numerosi volumi dedicati agli strumenti manageriali e di crescita personale e professionale. È direttore della collana Studi Professionali di Alpha Test Editore e autore de “Il Futuro delle professioni in Italia” edito da Teleconsul editore.
    Professional Certified Coach (PCC), presso la International Coach Federation (ICF).
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