La natura è perfetta. Nulla di ciò che ha previsto è inutile. Allora che ruolo ha la paura, così presente nelle nostre vite? Partiamo da lontano, partiamo da 5 milioni di anni fa, dove eravamo esseri viventi con una forma un po’ diversa; generazione dopo generazione ci siamo evoluti in ciò che siamo oggi. Siamo stati programmati dalla natura per sopravvivere e per fare ciò servono due cose: evitare i pericoli e riprodursi. La felicità, invece, non rientrava nei piani della natura.
Pertanto il ‘gene egoista’ è stato programmato per tenerci lontano dai pericoli e riprodurci, in modo da non estinguerci. Ecco dunque che la paura è stata la strategia, la funzione, che la natura ha previsto per tenerci lontano dai pericoli. Il nostro cervello è programmato per pensare al futuro, cercando di prevederlo per prepararsi – ecco perché pensiamo così tanto al domani – e per pensare in modo ‘terribilizzante‘, cioè tendenzialmente immaginando pericoli e difficoltà. Queste due funzioni – proiezione verso il futuro e pensiero “terribilizzante” – sono due meccanismi che la natura ha escogitato per dare maggiori probabilità di sopravvivere ad un ambiente potenzialmente ostile tenendoci lontani dai pericoli.
