È arrivato anche per i professionisti il momento di essere recensiti? Pare di sì, ecco perché

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È di pochi giorni fa la notizia che negli Stati Uniti è stata lanciata una nuova App che permette a chiunque di recensire altre persone. Sì, avete capito bene, altre persone. È finita quindi l’epoca in cui le recensioni riguardavano soltanto ristoranti, alberghi, resort, film, beni di consumo, servizi; ora anche le persone potranno essere recensite da altre persone per ciò che riguarda l’aspetto professionale, sentimentale, personale.

La nuova App si chiama Peeple e – neanche a dirlo – nasce nella Silicon Valley, ad opera di due giovani imprenditrici canadesi, che in pochi mesi hanno raccolto oltre 250 dollari e l’App viene già valutata ben 7,5 milioni di dollari dai finanziatori, che sembrao credere molto nelle potenzialità di sviluppo di questo servizio.

Le regole per l’utilizzo del servizio sono molto rigide (pare), dal momento che la privacy viene toccata in pieno e le polemiche in rete sono già partite:

  • almeno 21 anni per poter accedere al servizio;
  • uso del proprio nome vero (niente nickname);
  • iscrizione a Facebook.

Chiunque può essere oggetto di recensione, sia chi è iscritto al servizio, sia chi non lo è. La differenza è che per chi non è iscritto, pare non siano rese visibili le recensioni negative, ma solo quelle positive, dal momento che non avrebbe la possibilità di rispondere ad eventuali critiche.

Ma cosa viene recensito?

L’App prevede tre campi oggetto di recensione:

  • l’aspetto professionale;
  • l’aspetto personale;
  • l’aspetto sentimentale.

Le recensioni, una volta postate pare non possano essere cancellate e resteranno, quindi, ad eterna memoria per i posteri… Unica eccezione vale per recensioni offensive, linguaggio scurrile e simili, dove è prevista la possibilità di richiederne la rimozione.

Perché può essere interessante per i legali?

L’interesse per un legale è almeno di tre tipi:

  • avranno nuovo lavoro coloro che si occupano di tutelare l’immagine e il decoro delle persone attraverso querele, diffamazione e simili;
  • avranno nuovo lavoro i legali che si occupano di privacy e sua violazione;
  • tutti i professionisti dovranno cominciare a pensare che potranno essere lasciati dagli utenti recensioni ai professionisti sia sotto l’aspetto professionale, per il servizio ricevuto, che sotto l’aspetto relazionale-umano.

Un’arma in più in mano ai clienti

Sicuramente il trend che si prospetta fa pensare che non manca molto alla nascita di servizi anche in Italia (come già accade negli USA) che prevedano la possibilità di lasciare recensioni (referral) sotto il profilo dei professionisti (avvocati, commercialisti, notai, consulenti del lavoro, architetti, ingegneri, medici etc.). Ne abbiamo già parlato in diversi interventi in questo Blog e su altri magazine, l’era dei rating (classifiche) dei professionisti è oramai vicina anche in Italia come negli USA (si vedano www.avvo.com, oppure www.lawyers.com) . Non ci stupirà quindi vedere la nascita di directory con tali caratteristiche e poi di App.

Pro e contro

Se da un lato tali servizi possono – se ben strutturati e controllati – rappresentare per il pubblico una ulteriore fonte di informazione prima di rivolgersi ad un professionista, dall’altro aprono le porte a molteplici interrogativi e problematiche riguardanti l’uso distorto di tali strumenti:

  • false recensioni;
  • incapacità dell’utente di esprimere una effettiva valutazione del servizio, limitandosi solo ad aspetti quali il prezzo;
  • inadeguatezza dello strumento in relazione ai servizi professionali;
  • recensioni lasciate sull’onda dell’emotività, e così via.

Lasciamo a ciascuno le proprie valutazioni e considerazioni; ciò da cui non possiamo però esimerci è il notare che tutto fa pensare che tali servizi siano oramai pronti per fare la loro comparsa sul mercato e, nel bene e nel male, bisognerà farci presto i conti, a cominciare dalla deontologia professionale, alla normativa sulla privacy, alla cultura italica poco incline al fair play. Vedremo.   Ma voi cosa ne pensate? Sarebbe interessante aprire un confronto tra i lettori di questo blog. Ora a voi la parola.

Risorse correlate

Mario Alberto Catarozzo

Mario Alberto Catarozzo è Formatore, Business Coach professionista e Consulente specializzato nel mercato dei liberi professionisti e degli studi professionali dell’area giuridica-economica (avvocati, notai, consulenti del lavoro, commercialisti), dei manager e degli imprenditori. Founder PartnerCEO di MYPlace Communications, società dedicata alla consulenza, formazione e marketing per il mondo del business, lavora da oltre 25 anni nel mondo delle professioni ed è Coach certificato ICF (PCC, Professional Certified Coach), con specializzazione in PNL (Practitioner e Master Practitioner), Problem Solving e Negoziazione. Speaker in diversi programmi radio e podcast, è direttore di collana e autore di manuali e saggi. Collabora con Università, Ordini professionali e Associazioni di categoria sulla formazione manageriale e imprenditoriale per professionisti e aziende.

Luciana Lauber

Luciana Lauber è Formatore, Business Coach professionista e Consulente specializzata nel mercato degli studi professionali: per 20 anni General Manager di Studi Legali Internazionali, specializzata in start-up in Italia e all’estero e in percorsi di carriera all’interno degli studi professionali. 
Da Gennaio 2020 PartnerGeneral Manager di MYPlace Communications, società dedicata alla consulenza, formazione e marketing per il mondo business.
Professional Coach e Team Coach ICF (International Coach Federation) nonché Practitioner in PNL, con specializzazione in Consulenza Organizzazione e Marketing.