Facebook
Twitter
LinkedIn
Email
Print

Indice dei contenuti

Delegare: investire qualcuno di un potere o di una funzione” si legge nel Sabatini Coletti, Dizionario della lingua italiana. Oppure ancora “Delegare: affidare ad altri l’esecuzione di qualcosa“. Di cosa stiamo parlando? Della delega fiduciaria, nel primo caso, e della delega esecutiva, nel secondo. Riportanto il tutto alla dimensione professionale, delegare per un professionista dovrebbe essere la principale attività su cui puntare per “allargare” i propri orizzonti temporali.

Prima, si intende, andrebbero selezionati accuratamente i propri collaboratori e praticanti di studio, poi andrebbe utilizzata la delega, a volte fiduciaria, altre esecutiva, perché essi possano rappresentare una longa manus del titolare di studio. E’ questo infatti il principale strumento al servizio del professionista per aumentare, di fatto, il tempo a disposizione. Visto che il tempo è uguale per tutti e la giornata è fatta di 24 ore e nessuno finora è riuscito ad allungarla, non è sul tempo che dobbiamo puntare (come spesso nel time management si racconta), ma è su di noi e sui nostri collaboratori. Ciò significa scegliersi non praticanti e collaboratori scarsi per paura che acquisiscano competenze e know how e ci portino via la clientela, ma al contrario persone in gamba ed entusiaste a cui dopo breve tempo di formazione possiamo affidare l’esecuzione di attività e delegare con piena fiducia la gestione di pratiche e clienti in modo che l’output (il risultato) sia il medesimo che se avessimo svolto noi in prima persona quell’attività.

Che cosa invece accade oggi in uno studio professionale-tipo? Che l’avvocato, il commercialista, l’architetto selezionano figure di praticanti e tirocinanti “medie”, non troppo scarse ma neppure troppo smart per le ragioni di cui sopra. Stesso discorso per i collaboratori di studio e per il personale di segreteria. In quest’ultimo caso la ragione è eminentemente economica. Una segretaria con esperienza costa di più di una alle prime armi. Spesso poi i risultati in termini anche di customer care si vedono…

Dove eravamo rimasti….ah sì, i professionisti che si scelgono risorse non all’altezza della situazione. Quindi, dicevamo, il professionista tenderà a non essere soddisfatto e a non fidarsi del collaboratore a cui tenderà a delegare sempre meno e cose sempre più operative e di poca responsabilità, accentrando su di sè tutte le attività più delicate, di maggior responsabilità e spesso controllando anche le attività già svolte dal collaboratore. Le conseguenze in termini di perdita di tempo, performance dello studio e livelli apocalittici di stress, mi sembrano evidenti.

Nel caso in cui, invece i collaboratori selezionati siano adeguati è necessario che la delega sia fatta bene, cioè con le necessarie modalità perchè possa realmente essere efficace. E, ad essere onesti, i professionisti, non sono proprio i soggetti più abili e abituati a comunicare in modo efficace con i collaboratori. Di solito la comunicazione è “dall’alto al basso”, si delega frettolosamente, con frasi criptiche e senza alcun feedback di ritorno, se non un lamento di disappunto nel vedere risultati diversi da quelli sperati e un sospiro prima di accollarsi anche quell’attività, di solito accompagnata dalla mitica frase “faccio prima a farla io che a spiegarti come si fa“.

Insomma, delegare è un’attività delicata che non può essere buttata lì alla bell’e meglio.

Quali sono dunque i requisiti minimi che l’attività di delega deve rivestire per potersi dire efficace?

Eccoli in sintesi:

  1. Oggetto definito: deve indicare il risultato da raggiungere (il cosa);
  2. Timing: deve indicare i tempi entro cui deve essere raggiunto il risultato (il quando);
  3. Conseguenze/responsabilità: deve indicare al delegato quali sono le conseguenze a cui va incontro in caso di mancato raggiungimento (a cosa vai incontro);
  4. Risorse: vanno specificate le risorse a cui può attingere;
  5. Criterio di valutazione: deve specificare il criterio di misurazione che utilizzerà per verificare se il risultato è stato raggiunto oppure no; questo permette al delegato di autovalutare il raggiungimento del risultato prima che venga valutato dal delegante (come fai a sapere che);
  6. Verifica immediata: il delegante deve verificare che il delegato abbia compreso ciò che è stato delegato chiedendogli di riassumere l’oggetto della delega (vediamo se hai capito);
  7. Feedback: quando il delegato porta il risultato, che sia stato raggiunto oppure no è necessario che il delegante dia un feedback chiaro sull’operato.

Delegare con efficacia, in sostanza, è il segreto “semplice” e concreto per moltiplicare il tempo a nostra disposizione. Sul cosa di scegliere delegare dedicheremo un altro post del blog, per ora vi saluto.

Risorse correlate

RISORSE

Siamo entrati nel decennio che cambierà la storia dell’umanità,. Da qui al 2030 avremo robot come colleghi, Intelligenza Artificiale che gestirà buona parte dei processi produttivi e organizzativi, le relazioni, che saranno profondamente digitalizzate, logiche di mercato completamente diverse. Vedremo nei prossimi anni la nascita di professioni che oggi non esistono e la fine di professioni a cui siamo abituati. Lo smart working sarà la norma, lavorare a distanza, in modo liquido, in rete, senza orari sarà lo standard. Questo manuale offre una visione sul futuro delle professioni e del business. Partendo da ciò che il futuro ci riserva accompagneremo il lettore a comprendere quali scelte effettuare per organizzare al meglio la propria attività , scegliere e formare i collaboratori, sviluppare business ed essere protagonista del nuovo mercato professionale. Strumenti, tecniche, principi di soft skills, coaching e comunicazione per offrire un manuale agile e completo da tenere con sè come carta nautica giorno dopo giorno. Autore Mario Alberto Catarozzo è formatore e coach con una lunga esperienza sui temi della comunicazione, negoziazione, leadership, crescita personale e professionale. Svolge attività di formazione e coaching per studi professionali, liberi professionisti e manager impegnati in processi di sviluppo e cambiamento.

#ascoltailtuofuturo

Siamo entrati nel decennio che cambierà la storia dell’umanità,. Da qui al 2030 avremo robot come colleghi, Intelligenza Artificiale che gestirà buona parte dei processi produttivi e organizzativi, le relazioni, che saranno profondamente digitalizzate, logiche di mercato completamente diverse. Vedremo nei prossimi anni la nascita di professioni che oggi non esistono e la fine di professioni a cui siamo abituati. Lo smart working sarà la norma, lavorare a distanza, in modo liquido, in rete, senza orari sarà lo standard. Questo manuale offre una visione sul futuro delle professioni e del business. Partendo da ciò che il futuro ci riserva accompagneremo il lettore a comprendere quali scelte effettuare per organizzare al meglio la propria attività , scegliere e formare i collaboratori, sviluppare business ed essere protagonista del nuovo mercato professionale. Strumenti, tecniche, principi di soft skills, coaching e comunicazione per offrire un manuale agile e completo da tenere con sè come carta nautica giorno dopo giorno. Autore Mario Alberto Catarozzo è formatore e coach con una lunga esperienza sui temi della comunicazione, negoziazione, leadership, crescita personale e professionale. Svolge attività di formazione e coaching per studi professionali, liberi professionisti e manager impegnati in processi di sviluppo e cambiamento.

Collaboriamo con

Iscriviti alla newsletter

Riceverai le nostre promozioni fatte su misura per te

    QUESTO SITO È PROTETTO DA RECAPTCHA E LA PRIVACY POLICY E TERMS OF SERVICE DI GOOGLE.

    Mario Alberto Catarozzo

    Mario Alberto Catarozzo è Formatore, Business Coach professionista e Consulente specializzato nel mercato dei liberi professionisti e degli studi professionali dell’area giuridica-economica (avvocati, notai, consulenti del lavoro, commercialisti), dei manager e degli imprenditori. Founder PartnerCEO di MYPlace Communications, società dedicata alla consulenza, formazione e marketing per il mondo del business, lavora da oltre 25 anni nel mondo delle professioni ed è Coach certificato ICF (Internationale Coach Federation), con specializzazione in PNL (Practitioner e Master Practitioner), Problem Solving e Negoziazione. Speaker in diversi programmi radio e podcast, è direttore di collana e autore di manuali e saggi. Collabora con Università, Ordini professionali e Associazioni di categoria sulla formazione manageriale e imprenditoriale per professionisti (soft skills) e aziende.
    Formatore, Business Coach professionista e Consulente, sono specializzato nel mercato dei liberi professionisti e studi professionali dell’area giuridica-economica: avvocati, notai, consulenti del lavoro, commercialisti, manager e imprenditori. Sono CEO di MYPlace Communications, società dedicata al marketing e comunicazione per il mondo business e da oltre 20 anni mi occupo di comunicazione ed editoria (sono stato manager in Maggioli Editore e Il Sole 24 Ore). Ho conseguito la qualifica di Licensed NLP Coach™ rilasciata dalla Society of NLP di Richard Bandler (USA) e ho due specializzazioni: Team Coach Professionista e Life Coach Professionista. Ho due livelli di specializzazione in PNL, Practitioner e Master Practitioner. Presso la STC Nardone Group mi sono formato in Problem Solving e Coaching Strategico®. Speaker al TEDxModena e al Philip Kotler Marketing Forum, collaboro con diverse Università, Ordini professionali e Associazioni di categoria sulle tematiche soft skills e strumenti di managerialità. Sono direttore della collana Studi Professionali di Alpha Test Editore, dedicata alle soft skills e strumenti di managerialità per professionisti e studi professionali, e autore di diverse pubblicazioni in tema di soft skills e crescita personale e professionale. Sono Associate Certified Coach (ACC), presso la International Coach Federation (ICF) e Coach Professionista Associato AICP (Associazione Italiana Coach Professionisti).

    Luciana Lauber

    Luciana Lauber è Formatore, Business Coach professionista e Consulente specializzata nel mercato degli studi professionali: per 20 anni General Manager di Studi Legali Internazionali, specializzata di start-up, in Italia e all’estero, e di percorsi di carriera all’interno degli studi professionali. 
    Da Gennaio 2020 PartnerGeneral Manager di MYPlace Communications, società dedicata alla consulenza, formazione e marketing per il mondo business.
    Professional Coach e Team Coach ICF (International Coach Federation) nonché Practitioner in PNL, con specializzazione in Consulenza Organizzazione e Marketing.

    Formatore, Business Coach professionista e Consulente, sono specializzata nel mercato degli studi professionali: per anni sono stata General Manager di Studi Legali Internazionali. Mi sono occupata di start-up, in Italia e all’estero, e di percorsi di carriera all’interno degli studi professionali. Sono specializzata in Organizzazione e Marketing. 
    Da Gennaio 2020 sono Responsabile del Business Development per il coordinamento delle attività strategiche di MYPlace Communications, società dedicata al marketing e comunicazione per il mondo business.
    Ho conseguito la qualifica di Professional Coach e Team Coach riconosciuta da ICF (International Coach Federation) e ho conseguito inoltre il Practitioner in PNL (Unicomunicazione Srl NLP Italy School).