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Coronavirus e cambio di abitudini? Webinar: e-learning, videoconference, videotutorial

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Facciamo un po’ di chiarezza, perché il Coronavirus rimarrà negli annali non tanto per i danni fatti, quanto perché ha cambiato le abitudini delle persone.

Di colpo la tecnologia, che fino a quel momento era più un fatto di stress (c.d. tecnostress), che di ausilio nel lavoro, è diventata fondamentale per far muovere l’economia ed evitare il blocco totale del lavoro. Si sa, molti di noi sono come San Tommaso, devono toccare con mano per credere. Questo di fatto ha permesso di fare l’emergenza sanitaria, far toccare con mano. E cosa è accaduto? Abbiamo visto che lavorare a distanza era possibile, anzi più comodo ed efficiente; abbiamo visto che si risparmia tempo, stress, energie, insomma che tutto continua a funzionare come prima dal punto di vista di efficacia, ma con grande guadagno in termini di efficienza. 

ECCO CHE IL MONDO DEL LAVORO SI SCOPRE SMART TUTTO DI COLPO

Gioco forza per continuare le attività, le aziende concedono lo smart working, cioè la possibilità di lavorare da casa e più in generale in remoto, a distanza. Si scopre che per molte, moltissime funzioni aziendali e attività professionali è possibile lavorare per obiettivi, invece che a tempo; si scopre che il lavoro agile aiuta tutti, è win-win. Quindi che fare di questa esperienza? Metterla a frutto sembra la cosa più intelligente, quindi chiedersi cosa possiamo fare ciascuno nella propria posizione per creare le migliori condizioni di lavoro che risultino vantaggiose per i lavoratori, i datori di lavoro e per l’ambiente.

Nascono così i lavori in smart working, che non sono nuovi lavori, ma quelli di sempre erogati in modo diverso.

Nasce una nuova mentalità del lavoro, che passa dalla condivisione, dalla responsabilizzazione e dal team working.

I team leader assumono la leadership diffusa e il management si scopre smart a sua volta.

Cambia la mentalità e con essa l’organizzazione e i processi.

MA NON È FINITA QUI

Si scopre che chi esercita l’attività recandosi in azienda può lavorare con chiunque, cliente o collega, attraverso le videoconference e le chat aziendali. Nulla di nuovo, si intenda, solo che ora se ne parla e si diffonde l’utilizzo che prima era limitato alle multinazionali e alle aziende e studi più lungimiranti e tecnologici. Le videoconference sono ottimi strumenti in sostituzione dei meeting di persona e dei colloqui de visu: basta Skype per farle, oppure uno dei mille abbonamenti a piattaforme digitali di videoconference, o per chi vuole investire di più, serve una piattaforma tailor made per la struttura, più performante e di stile. Il cliente ringrazia per ché non deve più perdere tempo in spostamenti; lo studio e l’azienda ringraziano perché risparmiano in spese di trasferta e in tempo relativo dei collaboratori.


Dalle videoconference si passa ai webinar, formazione on line in diretta, dove i partecipanti possono intervenire per iscritto con una chat apposita, oppure vocalmente prendendo la parola comodamente seduti in poltrona. Già, l’aula diventa digitale, non c’è più un luogo fisico dove incontrarsi, ma un luogo simbolico. Si passa dal luogo come location al luogo come momento in cui ci si incontra. Da ogni parte d’Italia e del mondo si può accedere senza spostarsi da casa o dall’ufficio al webinar, seguire le lezioni, interagire, a volte registrarle, lavorare sugli stessi documenti.

Insomma, ciò che manca è solo il contatto fisico, e a volte non è male che non ci sia.

Dai webinar e dalle videoconference, che sono situazioni in diretta, si distinguono le situazioni in differita: parliamo dell’e-learning. Con questo termine si intendono tutte le lezioni, la formazione e la fruizione di contenuti registrati in formato audio-video e poi fruiti dai destinatari a loro piacimento.

Da anni, per esempio, nella mia società di comunicazione e formazione, MYPlace Communications, noi ci formiamo con videotutorial fatti internamente, in modo che il collega appena arrivato non debba dipendere dalle tempistiche del collega senior per chiedergli le cose, ma possa imparare con il proprio ritmo e tempo autonomamente. Abbiamo così creato una libreria di contenuti che spiegano tutto: come si caricano gli articoli sul nostro sito, come si gestiscono i social, come si esegue una certa attività e come è composta una procedura di lavoro.

La stessa cosa la facciamo con i nostri clienti per i quali realizziamo progetti di comunicazione. Partiamo dal costruire il sito di studio o aziendale, poi passiamo a creare dei videotutorial, ciascuno di pochi minuti e monotematico per spiegare come possono autogestire il backend del sito. In questo modo il cliente ha il pieno controllo del proprio sito e se vuole gestirselo da sé sa come fare, passo dopo passo.

QUESTO È SOLO L’INIZIO

Noi facciamo internamente videoconference in MYPlace con i nostri clienti, tra di noi, utilizziamo lo smart working, utilizziamo l’e-learning, i webinar, i podcast. Insomma, utilizziamo tutta la tecnologia più recente per rendere la vita nostra e dei nostri clienti smart, comoda, semplice ed efficace.

Se il modello di lavoro 4.0 punta all’uso delle tecnologie per ottimizzare i processi, il modello 5.0 mette l’uomo al centro, i suoi bisogni, la qualità della sua vita. Noi puntiamo lì, e tu?


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Mario Alberto Catarozzo - Founder Partner & CEO MYPlace Communications

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    Mario Alberto Catarozzo

    Formatore, Business Coach professionista e Consulente, è specializzato nell’affiancare professionisti, manager e imprenditori nei progetti di sviluppo e riorganizzazione.
    È fondatore e CEO di MYPlace Communications, società dedicata al marketing e comunicazione nel business. Nella sua carriera professionale è stato dapprima professionista, poi manager e infine imprenditore. Per questa ragione conosce molto bene le dinamiche aziendali e del mondo del business. Si è formato presso le migliori scuole di coaching internazionali conseguendo le maggiori qualifiche del settore.
    Collabora con Enti, Istituzioni e Associazioni professionali e di categoria e lavora con aziende italiane e internazionali di ogni dimensione, dalle pmi alle multinazionali.
    È autore di numerosi volumi dedicati agli strumenti manageriali e di crescita personale e professionale. È direttore della collana Studi Professionali di Alpha Test Editore e autore de “Il Futuro delle professioni in Italia” edito da Teleconsul editore.
    Professional Certified Coach (PCC), presso la International Coach Federation (ICF).
    Per sapere di più sulle attività di formazione, coaching, consulenza e marketing visita i siti:

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    Per info e contatti: coach@mariocatarozzo.it.

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