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Causa che pende causa che rende

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Era questa la massima che per generazioni ha accompagnato la professione forense. L’avvocato “azzeccagarbugli” di manzoniana memoria non è poi così lontano nel tempo. La Corte di Cassazione con sentenza del 12 maggio 2016 specifica a chiare lettere che


“l’avvocato ha l’obbligo di non consigliare azioni inutilmente gravose e
informare il cliente sulle caratteristiche della controversia”


Insomma, un monito chiaro verso coloro che della lite ne hanno fatto un business. Se mettiamo insieme questo ultimo tassello con le pratiche che negli ultimi anni stanno cercando di far breccia nelle abitudini italiche – ci riferiamo alla mediazione civile e commerciale, alla mediazione familiare, al diritto collaborativo, alle ADR, alla negoziazione assistita – possiamo decisamente intravedere un cambio di tendenza nella mentalità dei cittadini e dei professionisti: negoziare e saper comporre i conflitti sembra oramai la soluzione migliore da praticare.

I cambiamenti per la professione in Italia

Ma a che punto siamo in Italia? Pare che su questo percorso siamo solo all’inizio, visti i dati della giustizia e le statistiche italiane ed europee sul numero dei processi pendenti (lo so, le cause sono molteplici e la giustizia è una macchina farraginosa che non funziona sotto molti punti di vista).

Ciò di cui possiamo essere certi è che il vecchio detto “causa che pende, causa che rende” non funzionerà più in futuro, sia perché la causa che pende rende sempre meno, sia perché la mentalità di clienti e operatori del diritto è volta verso una semplificazione al posto di una complicazione delle risoluzioni delle liti. Una nuova mentalità, insomma, si sta affacciando all’orizzonte, chissà se ne vedremo l’applicazione in questa o nella prossima generazione di professionisti.

Mario Alberto Catarozzo - Founder Partner & CEO MYPlace Communications

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    Mario Alberto Catarozzo

    Formatore, Business Coach professionista e Consulente, è specializzato nell’affiancare professionisti, manager e imprenditori nei progetti di sviluppo e riorganizzazione.

    È fondatore e CEO di MYPlace Communications, società dedicata al marketing e comunicazione nel business. Nella sua carriera professionale è stato dapprima professionista, poi manager e infine imprenditore. Per questa ragione conosce molto bene le dinamiche aziendali e del mondo del business. Si è formato presso le migliori scuole di coaching internazionali conseguendo le maggiori qualifiche del settore.

    Collabora con Enti, Istituzioni e Associazioni professionali e di categoria e lavora con aziende italiane e internazionali di ogni dimensione, dalle pmi alle multinazionali.
    È autore di numerosi volumi dedicati agli strumenti manageriali e di crescita personale e professionale. È direttore della collana Studi Professionali di Alpha Test Editore e autore de “L’evoluzione delle professioni verso il 2030” edito da TeleConsul Editore.
    È Docente di Intelligenza Artificiale e collabora con Università – docente universitario a contratto in “Management della Trasformazione Digitale” presso la UNICUSANO e in “Human Resource Management” presso UniEticPmi dell’Università degli Studi Guglielmo Marconi. Collabora con Enti, Quotidiani, Editori sui temi dell’intelligenza artificiale e tematiche manageriali per gli studi professionali e le imprese. È stato Professional Certified Coach (PCC), è oggi associato alla ICF Global International (ICF).

    Per sapere di più sulle attività di formazione, coaching, consulenza e marketing visita i siti: www.myp.srl – www.mariocatarozzo.it – www.puntosudime.it. Per info e contatti: m.catarozzo@myp.srl.