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2020, Coronavirus e calcinculo. Vi racconto cosa accadde nel 2020.

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IL CAMBIO DI UN’EPOCA

Con la scomparsa di Paolo Rossi, se ne va un altro pezzetto di storia, di cuore, di felicità. In questo anno horribilis, abbiamo imparato a salutare il passato fatto di abitudini perse, di personaggi consegnati alla storia, di eventi che rimarranno impressi come cerchi nel tronco di un albero. Non è un anno normale, questo è chiaro a tutti. Non so dirvi se sia un anno terribile, solo difficile, o addirittura positivo per il passaggio ad una nuova epoca. Di sicuro sarà un anno memorabile, nel senso letterale del termine, cioè un anno che resterà nella memoria di tutti. Dopo Maradona, anche Paolo Rossi. Dopo Sean Connery, anche Gigi Proietti. Pezzi di storia che come poster nella camera di un bambino resteranno lì come ricordo. Quel bambino è chiunque abbia vissuto quell’epoca, i fantastici anni ’80, in cui tutto è partito, in cui un Paese triste per gli anni di piombo degli anni ’70, scopriva il sorriso, la voglia di i divertirsi e di stare bene.

Non ci saranno più anni come quelli, magari ci saranno anni anche migliori, ma diversi, perché diversi siamo diventati noi e non solo per un fatto di età.

I CAMBIAMENTI SEGNATI DAL 2020

Il 2020 mette una pietra tombale su un’epoca, chiude una fase storica del pianeta: ci richiama l’attenzione a quanto siamo fragili, a quanto sia labile il filo tra la vita e la morte, a come siamo solo e semplicemente organismi viventi, per un po’. 

Il 2020 è come un acceleratore di particelle, come il CERN di Ginevra, dove le particella dentro quel tubo siamo noi, a viaggiare oltre la velocità della luce, imparare cose nuove in un attimo per poter sopravvivere, cambiare abitudini per poter andare avanti, ripensare il futuro per averne uno (leggi anche: Life Long Learning: cos’è e perchè interessa tutti noi).

Il 2020 ci porta nel mondo digitale al 100%, dove Internet non è più una opportunità, ma è la vita stessa che viviamo tutti i giorni, dove vedersi a distanza attraverso uno schermo è la normalità e vedersi di persona l’eccezione; dove lavorare seduti due giorni allo stesso posto è strano e lavorare in mobilità è la regola; dove le distanze non esistono più, anche sia siamo distanti e il tempo si fonde tra giorno e notte senza soluzione di continuità. Reale, virtuale, digitale non sono più separati, ma fusi nel 2020 in un unico scenario possibile di vita.

COVID-19: SPINTA AUTENTICA AL CAMBIAMENTO

Il Coronavirus ha accelerato tutto, ma non ha fatto altro che darci una spinta, come si fa al parco giochi con la giostra del cancinculo: sei già in pista, hai bisogno solo che qualcuno da dietro le spalle ti dia un bel cancinculo per fare il balzo e prendere il premio feticcio per un altro giro. Ecco il Covid ci ha dato quel cancinculo. Il Covid non fa altro che il suo ruolo: cerca di sopravvivere a spese nostre, come noi facciamo con il pianeta, niente di strano dunque. Aspettavamo la Terza Guerra Mondiale e forse è arrivata, ma sotto forme ben diverse da quelle attese. 

COME IN FUTURO SI RACCONTERÀ IL 2020

Quel 2020, fu un anno di svolta epocale, di passaggio generazionale, in cui il mondo diventò liquido e la globalizzazione si realizzò davvero a causa di un esserino micron, che unì per la prima volta il pianeta sotto un’unica lotta: sopravvivere. Fu democratico il Coronavirus, prese tutti, ricchi e non, bianchi e neri, uomini donne, senza distinzione. La distinzione non la fece il virus, ma come reagimmo noi. Scoprimmo di avere una responsabilità legata alle nostre azioni, dove basta l’incoscienza di uno a provocare un disastro, come per altro avviene in altri settori della vita, solo che meno evidenti e per questo non ci pensiamo (leggi anche: Un errore da non commettere). 

Fu una bella palestra il 2020, un anno impegnativo, ma sicuramente educativo e oltre a darci un calcinculo verso il futuro, ci diede anche uno schiaffone sul presente, richiamando l’attenzione all’ambiente e al mantenimento della casa Terra che stavamo distruggendo velocemente. Forse, il 2020, non fu poi un anno così male, forse aveva ragione Albert Einstein che nel 1955 scrisse che la crisi è la miglior benedizione per popoli e persone, perché costringe a svegliarsi e ad agire in modo nuovo per sopravvivere e dopo, speriamo, saremo migliori di prima.


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Mario Alberto Catarozzo - Founder Partner & CEO MYPlace Communications

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    Mario Alberto Catarozzo

    Formatore, Business Coach professionista e Consulente, è specializzato nell’affiancare professionisti, manager e imprenditori nei progetti di sviluppo e riorganizzazione.
    È fondatore e CEO di MYPlace Communications, società dedicata al marketing e comunicazione nel business. Nella sua carriera professionale è stato dapprima professionista, poi manager e infine imprenditore. Per questa ragione conosce molto bene le dinamiche aziendali e del mondo del business. Si è formato presso le migliori scuole di coaching internazionali conseguendo le maggiori qualifiche del settore.
    Collabora con Enti, Istituzioni e Associazioni professionali e di categoria e lavora con aziende italiane e internazionali di ogni dimensione, dalle pmi alle multinazionali.
    È autore di numerosi volumi dedicati agli strumenti manageriali e di crescita personale e professionale. È direttore della collana Studi Professionali di Alpha Test Editore e autore de “Il Futuro delle professioni in Italia” edito da Teleconsul editore.
    Professional Certified Coach (PCC), presso la International Coach Federation (ICF).
    Per sapere di più sulle attività di formazione, coaching, consulenza e marketing visita i siti:

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