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AI ACT europeo: la prima regolamentazione normativa dell’intelligenza artificiale al mondo

Indice dei contenuti

Il 13 marzo 2024 è stato approvato l’AI ACT europeo (per approfondire leggere questo articolo “Politica UE. Intelligenza artificiale: il Parlamento Ue approva il testo finale dell’AI Act“), la prima regolamentazione normativa di cui l’AI è stata oggetto.

La normativa (leggi qui nella versione PDF) mira a creare un quadro giuridico per l’intelligenza artificiale (AI) che ne assicuri etica e rispetto dei diritti e dei valori dell’UE e dei cittadini.

La velocità con cui l’AI si è diffusa tra il grande pubblico e viene utilizzata in tutti i campi, ha spinto Commissione e Parlamento europeo a velocizzare l’iter di approvazione del testo che era stato formulato originariamente dalla Commissione europea nell’aprile 2021, per poi essere discussa e approvata il 13 marzo 2024 dal Parlamento europeo.

L’entrata in vigore è graduale: il Regolamento, dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, entrerà in vigore da maggio 2024, ma alcune norme saranno operative dopo 6 mesi, altre dopo 12 mesi, altre dopo 36 e il Regolamento nella sua interezza dopo 24 mesi. La logica segue il grado di pericolo dell’AI e, quindi, di urgenza della regolamentazione a tutela dei diritti.

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Perché una regolamentazione europea dell’intelligenza artificiale con l’AI ACT?

Dato che l’assenza di una regolamentazione specifica per l’AI stava portando ad un’incertezza giuridica e ad ostacoli all’innovazione tecnologica, si è create l’esigenza di creare un quadro normativo chiaro e armonizzato per l’UE, che favorisca la concorrenza e la crescita del mercato dell’AI.

Poiché l’AI può avere un impatto significativo sui diritti e i valori fondamentali dell’UE, come la privacy, la non discriminazione e la sicurezza, ecco che AI ACT mira a garantire che l’intelligenza artificiale sia sviluppata e utilizzata in modo responsabile e rispettoso dei diritti e dei valori dell’UE.

Infine, l’AI ACT vuole incoraggiare lo sviluppo e l’utilizzo di un’AI “buona”, che cioè sia benefica per l’intera società. Il regolamento adottato stabilisce, pertanto, i requisiti per la sicurezza, l’affidabilità e la trasparenza dei sistemi di intelligenza artificiale.

A chi, come e quando si applica l’AI ACT europeo

L’AI Act recentemente approvato dall’Unione Europea introduce importanti regolamentazioni sull’intelligenza artificiale, partendo da alcune specifiche e chiarimenti, tra cui:

  1. Definizione di Intelligenza Artificiale: il Regolamento definisce l’intelligenza artificiale come entità automatizzate in grado di adattarsi e influenzare sia realtà fisiche che virtuali, determinando l’ambito di applicazione della normativa.
  2. Gradualità nell’entrata in vigore: simile al GDPR, le regole saranno gradualmente implementate nel tempo. Entro sei mesi, i sistemi vietati dovranno essere eliminati progressivamente; entro dodici mesi si applicheranno le norme di governance generali; entro due anni il regolamento sarà pienamente operativo, inclusi i requisiti per i sistemi ad alto rischio.
  3. Applicazione a soggetti produttori di strumenti AI: il Regolamento si applica a tutti i soggetti che producono strumenti con tecnologia AI per il mercato europeo, indipendentemente dalla loro ubicazione geografica.
  4. Categorie di rischio: i sistemi di AI sono suddivisi in quattro categorie:
    • a rischio minimo;
    • a rischio limitato;
    • ad alto rischio;
    • a rischio inaccettabile.
  5. Usi come la manipolazione dei comportamenti delle persone e la categorizzazione biometrica in riferimento ai dati sensibili sono vietati.
  6. Eccezioni: alcune eccezioni sono previste per sistemi AI militari, di difesa o sicurezza nazionale, per la ricerca scientifica e per uso personale.
  7. Obiettivi principali: garantire che l’uso dell’AI rispetti i diritti fondamentali e i valori europei, assicurando una regolamentazione equilibrata che promuova lo sviluppo tecnologico e la fiducia nella tecnologia.

Quali sono i punti chiave del Regolamento?

1. Classificazione dei sistemi di AI

Come anticipato sopra, l’AI Act distingue 4 livelli di rischio:

  • Inaccettabile: sistemi vietati per la loro intrinseca pericolosità (es: sistemi di punteggio di credito sociale).
  • Alto: sistemi soggetti a requisiti rigorosi di conformità (es: riconoscimento biometrico a distanza).
  • Limitato: sistemi con obblighi di trasparenza e registrazione (es: chatbot).
  • Minimo: sistemi liberi da obblighi specifici (es: calcolatrici).

2. Sistemi ad alto rischio

Questi devono essere sottoposti a una valutazione di conformità da parte di un organismo notificato.

Tra i requisiti troviamo:

  • Rispetto dei diritti fondamentali (es: privacy, non discriminazione).
  • Sicurezza e affidabilità.
  • Trasparenza e tracciabilità.
  • Controllo umano e supervisione.

3. Sistemi di AI vietati

Sono vietati:

  • i sistemi di “punteggio di credito sociale”, che determinano la “affidabilità” di una persona;
  • i sistemi di riconoscimento biometrico a distanza in tempo reale per la sorveglianza di massa;
  • ogni forma di manipolazione subliminale.

4. Norme per l’utilizzo di sistemi di AI

  • Obbligo di trasparenza per gli sviluppatori e gli utenti di sistemi di IA.
  • Divieto di discriminazione algoritmica.
  • Diritto di accesso alle informazioni e di spiegazione delle decisioni prese da sistemi di AI.

5. Governance e supervisione

È prevista la creazione di un’Autorità europea per l’intelligenza artificiale (AIEA) per la supervisione del mercato e l’applicazione del regolamento e la cooperazione tra le autorità nazionali competenti.

Dal 21 febbraio 2024, è entrata in vigore la decisione della Commissione europea che stabilisce la nascita dell’Ufficio europeo per l’Intelligenza Artificiale (AI Office), all’interno della Direzione generale delle Reti di comunicazione, dei contenuti e delle tecnologie (DG CNECT).

Oltre all’Ufficio per l’AI verrà istituito un Comitato europeo per l’AI, un Forum consultivo composto da una selezione equilibrata di portatori di interessi, un Gruppo di esperti scientifici indipendenti e Autorità nazionali competenti.

L’implementazione dell’AI ACT sarà complessa e richiederà la collaborazione di diverse parti interessate. Tuttavia, questo Regolamento rappresenta un’opportunità unica per l’Europa di guidare lo sviluppo di un’AI responsabile e benefica per l’intera società.

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Leggi anche: “Cosa sapere sull’Intelligenza Artificiale (AI) per non restare indietro nella professione?

Mario Alberto Catarozzo - Founder Partner & CEO MYPlace Communications

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    Mario Alberto Catarozzo

    Formatore, Business Coach professionista e Consulente, è specializzato nell’affiancare professionisti, manager e imprenditori nei progetti di sviluppo e riorganizzazione.
    È fondatore e CEO di MYPlace Communications, società dedicata al marketing e comunicazione nel business. Nella sua carriera professionale è stato dapprima professionista, poi manager e infine imprenditore. Per questa ragione conosce molto bene le dinamiche aziendali e del mondo del business. Si è formato presso le migliori scuole di coaching internazionali conseguendo le maggiori qualifiche del settore.
    Collabora con Enti, Istituzioni e Associazioni professionali e di categoria e lavora con aziende italiane e internazionali di ogni dimensione, dalle pmi alle multinazionali.
    È autore di numerosi volumi dedicati agli strumenti manageriali e di crescita personale e professionale. È direttore della collana Studi Professionali di Alpha Test Editore e autore de “Il Futuro delle professioni in Italia” edito da Teleconsul editore.
    Professional Certified Coach (PCC), presso la International Coach Federation (ICF).
    Per sapere di più sulle attività di formazione, coaching, consulenza e marketing visita i siti:

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